lunedì 1 novembre 2010

ELEZIONI USA

Alla vigilia delle elezioni di metà mandato, la nostra nazione si trova ad affrontare gravi problemi che toccano la vita di tutti gli americani: una recessione profonda e diffusa, un tasso di disoccupazione che si mantiene ostinatamente alto, una crisi all’interno del servizio sanitario nazionale e l’ormai decennale guerra in Afghanistan. Siamo sconcertati perché la possibilità di un dialogo nella nostra cultura politica sembra diventare sempre più impossibile. Con questo volantino speriamo di offrire un contributo a tutti gli uomini e le donne di buona volontà prima del voto di novembre.
Cerchiamo di distinguere le origini della polarizzazione e dell’ostilità nella nostra cultura politica e le origini dei problemi più pressanti che la nostra nazione si trova ad affrontare, come la dimenticanza, o forse una sottostima del nostro comune desiderio umano.
Non conosciamo un altro motivo per cui continuare instancabilmente a cercare il dialogo con gli altri, se non per giungere a una migliore comprensione della verità.
Senza un impegno tenace alla scoperta del reale, la comunicazione muore, lasciando spazio solo alla volontà di potere, al fine di imporre la propria ideologia. Le ideologie, a loro volta, diventano sempre più rigide e restrittive. Ci rendiamo pure conto che la lotta per attuare la giustizia può essere frustrante e portarci sulla soglia della disillusione. Eppure, se non accettiamo quella lotta, cosa ci resta se non arrenderci al potere? Comprendiamo che non può esistere un rapporto tra le persone migliore dell’amore. E ovviamente l’amore richiede di sacrificarsi per il vero bene dell’altro. Ma se ci arrendiamo alla paura del sacrificio, restiamo imprigionati in noi stessi, soli, insensibili ai bisogni, ai desideri e alle sofferenze degli altri. Inoltre le strutture sociali che costruiamo tenderanno ad alienare e manipolare gli altri. Riconosciamo soprattutto il rischio di scommettere costantemente sulla libertà umana e sulla sua capacità di cercare ciò che è buono, bello e vero. Tuttavia, se non scommettiamo sulla libertà dell’uomo, ci affidiamo a politiche, procedure, regole e regolamenti, pretendendo – come dice T.S. Eliot – di poter escogitare “sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’essere buono”.
Riconosciamo questi desideri umani primari come la voce del mistero di Dio in ognuno di noi, che ci chiama ad andare sempre avanti, oltre noi stessi, verso un’esistenza umana più ricca, capace di amore per la verità e per il prossimo. E tuttavia, anche senza una simile certezza, siamo sicuri che non esiste avventura più affascinante di una vita e di una società che cerca di rispondere a queste aspirazioni.
Vivere un’avventura come questa è lo scopo di ogni educazione autenticamente umana, e soprattutto di quella cattolica. Per questo motivo, il primo criterio che guida la nostra valutazione di qualsiasi partito politico, candidato o sistema, è quello del suo impegno a supporto della libertà di educazione, l’elemento più critico della libertà religiosa.
Le persone che hanno il coraggio di vivere una vita autenticamente umana costruiscono imprese, comunità e istituzioni animate dalla giustizia, dalla verità, dalla bellezza e dall’amore.
Per questa ragione il nostro secondo criterio è la sussidiarietà. Il governo deve difendere il bene comune, sostenendo e delegando a quelle strutture umane che si dedicano al bene delle persone e delle comunità. La recente scomparsa di ospedali cattolici (come il St. Vincent a Lower Manhattan, il primo ospedale che accolse in massa le vittime dell’AIDS), orfanotrofi, agenzie per l’adozione e altre organizzazioni caritative, non fa che impoverire le nostre comunità.
Proponiamo queste riflessioni perché desideriamo riaffermare ciò che papa Benedetto XVI ha recentemente detto in Scozia: “La società odierna necessita di voci chiare, che propongano il nostro diritto a vivere non in una giungla di libertà auto-distruttive e arbitrarie, ma in una società che lavora per il vero benessere dei suoi cittadini, offrendo loro guida e protezione di fronte alle loro debolezze e fragilità”.
Ottobre 2010. Comunione e Liberazione Usa

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