venerdì 21 gennaio 2011

IL CATTOLICO ADULTO

MONS. GIAMPAOLO CREPALDI ARCIVESCOVO DI TRIESTE
Dalla Lettera al Presidente dell’Azione Cattolica triestina
“Vorrei infine toccare l’argomento della laicità dei cristiani adulti. Il cristiano “adulto” è il cristiano maturo, che si è fatto invadere da Cristo e dal suo Spirito santo e abbracciare dalla Chiesa, non chi mette da parte la propria fede per entrare in una indistinta laicità dove si fa di tutto per non mostrare il proprio volto con il pretesto di non offendere gli altri che la pensano in maniera diversa. In Cristo, Dio ci ha fatto vedere il suo Volto, ci ha mostrato il suo Volto umano e, così facendo, ci ha rivelato la piena verità di noi stessi e della nostra umanità. La Chiesa annuncia il Dio “absconditus”, che tutti gli uomini cercano senza possederlo perché non ne hanno ancora visto il Volto. Quale forma di “rispetto umano” potrebbe trattenerci dall’annunciare al mondo, in maniera chiara e convinta, il Volto di Dio? Quale riduzionismo della portata e del valore incommensurabile della fede potrebbe farci dimenticare che “tutte le cose verranno ricapitolate in Cristo”, quelle del cielo come anche quelle della terra? Come potremmo, in ossequio ad un concetto limitato di laicità, separare la vocazione terrena dell’uomo da quella eterna e dimenticare che in ogni frammento della nostra vita, anche della vita pubblica, si gioca un destino di eternità? Quando l’Azione Cattolica – e non solo essa - dovesse cedere a queste lusinghe, finirebbe per cadere vittima delle separazioni che mortificano la vita, delle rivendicazioni di parte che corrodono l’unità, si separerebbe dal “sentire cum Ecclesia”, che è invece la sua stessa ragion d’essere e abituerebbe i suoi membri a “pensare in proprio”, che è cosa ben diversa dal pensare in quanto tale e, soprattutto, dal pensare nella fede.”

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