sabato 24 maggio 2014

CARRON: LA PRIMA QUESTIONE E' VOTARE

(…) Come riconoscono gli attori più autorevoli del dibattito europeo, quel che è in gioco in queste elezioni è così cruciale che la prima questione è votare.

La distanza che tanti di noi sentono – noi, malgrado tutto quel che viviamo – e che sentono tanti nostri concittadini, noi possiamo contribuire a superarla andando a votare, proprio perché la questione dei fondamenti è così cruciale. Altrimenti noi non avremo l’energia e le ragioni per muoverci e, quindi, cercheremo un equilibrio tra l’attivismo e l’ascetismo, usandolo per non impegnarci fino in fondo.
Si tratta di capire che la vera discussione è sui fondamenti, allora la cosa diventerà sempre più concreta fino a muoverci nell’intimo per andare a votare e per continuare questo dialogo nella società su quel che ci siamo detti, che ci siamo dati come strumenti in questi tempi: il volantino sull’Europa e il testo della Pagina Uno di Tracce di maggio. Attraverso questi gesti ancora una volta il Mistero non ci lascia decadere, perché tante volte, quando ascoltiamo gli avvisi, pensiamo che siano come i compiti che ci diamo come organizzazione ciellina.

Niente di più sbagliato, perché non basta questo, come vedete. Gli avvisi che proponiamo sono gesti, gesti attraverso cui, buttandoci nel reale, noi siamo generati.
Perché soltanto se uno prende in considerazione un avviso, può verificare che esso è assolutamente pertinente, concreto; l’invito a questi gesti è la modalità con cui il Mistero non ci lascia affondare nel nulla e nell’indifferenza totale in cui spesso vediamo che tanti cadono.

Per questo non è prima di tutto per darci una mano nell’organizzazione, sarebbe una riduzione assoluta dei gesti che ci proponiamo negli avvisi. Tutti i gesti che proponiamo hanno uno scopo diverso, uno solo: la possibilità di essere generati, perché ci sfidano a pensare. È una compagnia che ci diamo per essere generati, perché è impossibile che uno, se legge il volantino – come abbiamo detto – sull’Europa o la Pagina Uno, non ritrovi qualcosa che lo genera, è impossibile! Nel fare insieme certi gesti – se poi uno ti sfida, chiedendoti le ragioni che tu devi dare – vieni generato, e quindi diventi te stesso. Se noi non ci rendiamo conto del legame che c’è tra gli avvisi e l’essere generati, come modalità della permanenza di Cristo, della fedeltà di Cristo alla nostra vita che ci rigenera, che si impone costantemente, che non ci lascia tregua, noi non cogliamo il valore dei gesti.


Perché questi gesti sono la modalità con cui riconosciamo ogni volta la pietà verso il nostro niente di Colui che ci genera e che ci dice: «Guarda, se non vuoi finire nel nulla ti offro questo, ti invito a questo». Oggi saranno le elezioni, domani sarà il Meeting, dopodomani sarà la Colletta alimentare o le Vacanze. Se uno ignora tutto questo, come potrà vedere una carne che lo genera? Saremmo noi a doverci generare con il nostro tentativo, con tutto il nostro sforzo, con la nostra energia. E noi sappiamo già che esito ha questo. 

Carron scuola di comunità 21 maggio 2014

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