lunedì 1 febbraio 2016

AL CIRCO MASSIMO C'E' ODORE DI PECORE?


MARCO TOSATTI DA LA STAMPA
31/01/2016

Il conto è presto fatto. E’ un’equazione semplicissima. Partiamo da sabato 23 gennaio, con le Cento piazze del Family Gay. “Eravamo un milione” trionfavano gli organizzatori, rilanciati come tali dai grandi giornali. In realtà un conto accurato fatto città per città collocava la cifra probabile a circa 50 mila.  

Al Circo Massimo i critici più critici – vedi Grillini - concedono almeno trecentomila presenze. (Tante comunque, venendo con figli e masserizie da tutta Italia; ma questo è un altro discorso). Dunque 50 mila sta a un milione come trecentomila sta a sei milioni.  
Se poi il conto lo si volesse fare usando come parametri i figli di coppie omosessuali, centomila secondo i fautori del disegno di legge Cirinnà, 529 secondo il censimento Istat, allora andremmo verso valori esponenziali. Quanti in realtà fossero, non lo sapremo mai. Tanti, e motivati, e sicuramente autonomi rispetto a una "linea" ispirata dall'alto. Sufficienti comunque a provocare disagio non nascosto nelle scuole e nei circoli e ecclesiastici più illuminati, quelli vicini al governo e al maggior partito di maggioranza.  

"Un corteo fatto di impresentabili e primitivi" ha scritto qualcuno, con rispetto e cortesia verso gli avversari di pensiero.  
Ma tanti; e sufficienti a porre anche qualche problema di linea pastorale. 
Ci si può chiedere, Santità, se odori più di pecore il Circo Massimo, e i vescovi che sia pure “a seguire” hanno acconsentito a non scomunicarlo, oppure certi uffici di Circonvallazione Aurelia, sede della Conferenza Episcopale Italiana?  


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