venerdì 10 febbraio 2017

LA BATTAGLIA VERA E’ ALTROVE.


A proposito delle nozze gay a Cesena e degli indignati di professione

Non ci interessano le battaglie contro, non ci piacciono le manifestazioni rabbiose, e tutti, anche quelli che a mio parere sbagliano gravemente, li riconosco e li rispetto  come miei fratelli.

Bernini, La Verità svelata dal tempo
Roma, Galleria Borghese
Ma non posso lasciare perdere la verità. La verità di cui parlo non è negare le nozze gay, o l’eutanasia, o l’aborto. Quelli sono particolari, sono effetti. Se domani mi svegliassi in un paese che ha approvato come legge tutte quelle cose sarebbe un giorno nero per tutti, ma non toglierebbe un briciolo alla verità. Se domani si instaurasse un regime ateo e omicida come in Corea del Nord, in Cina o nella vecchia Unione sovietica io non cesserei di essere quello che sono. Le leggi degli uomini mi possono rendere la vita migliore o peggiore, ma la verità sta altrove.
Il problema non è resistere, o protestare. In questo caso  “loro” ci portano a giocare sul loro terreno e, come ogni generale sa, questo è un terribile vantaggio. Le battaglie di retroguardia sono solo il difendere la fuga di chi si vede già sconfitto. Se diamo tutto il nostro vigore solo alla resistenza a menzogne vuote, sia di chi marcia per l’aborto a Washington, sia di chi inscena macabre messe in scena contro le nozze gay a Cesena,  abbiamo già perduto. Il combattimento vero è altrove.

È nel far vedere la menzogna che c’è dietro chi nega la realtà delle cose, dietro chi nega che esista una verità sull’uomo, dietro i servitori della morte, gli adoratori del nulla. Non è indignarci che ci fa vivere una vita migliore, non è protestare che raddrizzerà l’ingiustizia, non sono le petizioni o le leggi, giuste e ingiuste, che faranno rivivere i morti.

E’ nel fare vedere in che maniera il realismo della fede in Cristo può cambiare il mondo. E’ mostrare come il cristianesimo possa innalzare l’essere umano, farlo vivere meglio, indicandogli l’unica cosa in grado di portare alla vera vittoria e alla verità. Perché è la verità che vince, non io e i miei progetti anche buoni. Ed è a questa che bisogna aderire, io per primo

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