venerdì 13 ottobre 2017

CONSEGUENZE

Pubblicato da Berlicche
Sgomberiamo il campo da  un paio di equivoci.
Sicuramente diversi di quelli che hanno detto il rosario ai confini della Polonia avevano in mente la difesa dei “valori occidentali”. Sicuramente molti dei pochi che hanno commentato il fatto; spesso sputandoci sopra, a quei valori. Così è intesa la libertà, dalle nostre parti: cercare di distruggere ciò che ti tiene in vita. Il lento suicidio di chi non trova una ragione per vivere.
Credo tuttavia che una gran parte, spero la gran parte di coloro che hanno aderito alla preghiera avesse in mente tutt’altro. Perché quei “valori” non sono che conseguenze; non sono che il coagularsi storico di un fatto precedente, ovvero l’Incarnazione.
Quello che spero abbiano avuto al centro dei loro pensieri, quel milione che ha pregato, è Cristo. Tutte il resto – la pace, la libertà, l’uguaglianza, la differenza, e poi la protezione della vita, e della famiglia, e l’aiuto al povero e via via nei mille rivoli di ciò che è vero e giusto – nasce da quella sorgente.
S. Pio V e la visione della vittoria di Lepanto
E potremmo perderlo, è chiaro. Se si smarrisce la fonte si inaridisce tutto,  decade, anche se a volte sembra ancora vivo; ma è secco dentro, un simulacro che si sfalda al primo soffio di vento.
Perché il Sultano è stato sconfitto, a Lepanto? Aveva comandanti geniali, soldati esperti, la flotta più grossa.
Ma era la flotta di qualcuno che schiavizzava i suoi simili utilizzandoli come rematori; e in battaglia si ribellarono. I galeotti cristiani furuno armati, e promessa loro la libertà in caso di vittoria. A Loreto c’è una cancellata fatta con le loro catene fuse, offerte in voto.
E’ il concetto di persona che nasce dal Vangelo che qui ha fatto la differenza.
Quella ottomana era poi una flotta obsoleta; la ricerca era ostacolata, nel mondo musulmano. I cristiani avevano le università; la loro tecnica navale era molto migliore, i loro cannoni, le armature superiori. Il Sultano si doveva accontentare dei carpentieri protestanti pagati a peso d’oro. E’ il concetto di ragione, di realtà positiva e conoscibile che arriva dal cristianesimo e l’Islam non possiede.
E poi, certo, la preghiera. Il rosario, a rinsaldare i cuori contro un avversario che si sa crudele e implacabile, che vuole la tua distruzione. La vita, contro la morte; allora come ora.
La ricerca scientifica, la liberazione degli schiavi, il valore della vita sono conseguenze della visione cristiana del mondo. Ma sarebbe da folli asserire che è per quello che ci si batteva; che erano loro le cose da difendere.
Erano, e sono, conseguenze.
Qualsiasi lotta per un valore se è fine solo a se stessa ha respiro corto, è destinata al fallimento. Fosse anche per la cosa più giusta del mondo.
Perché il valore è solo una conseguenza.
Per questo il rosario è l’arma giusta: riporta al cuore stesso di ciò che è vero e giusto, e di cui ogni cosa vera e giusta, ogni valore di qualsivoglia nazione, di qualunque uomo, non è che il riflesso.
Ogni altra considerazione, per quanto (forse)  bene intenzionata, non è semplicemente cristiana.

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