martedì 13 marzo 2018

ALFIE EVANS EUTANASIA E ACCANIMENTO TERAPEUTICO


STRUMENTALIZZATE LE PAROLE DEL PAPA DAL GIUDICE CHE HA DECISO LA MORTE, E DA MONS. PAGLIA


LEONARDO LUGARESI

Se non conoscete il caso di Alfie Evans, leggete qui la limpida presentazione che ne fa una persona seria e competente: http://www.ildonodellavita.it/bambino-alfie-evans-le-autentiche-cure-palliative/.
La posizione di papa Francesco sul problema dell'eutanasia, così come si evince anche dalle citazioni fatte da don Roberto Colombo nel suo articolo, in sé e per sé è chiaramente conforme alla dottrina della chiesa cattolica. Però sta di fatto che almeno due persone importanti, una delle quali ha un potere di morte su quel bambino e l'altra ricopre un ruolo di primo piano nella gerarchia ecclesiastica e ha un incarico specificamente pertinente alla materia che è in questione, ne stanno dando un'interpretazione del tutto diversa. Una di queste due persone è, ovviamente, il giudice che ha deciso la morte di Alfie motivando il suo provvedimento anche con un riferimento strumentale e mistificante all'insegnamento di papa Francesco; l'altro è l'arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della pontificia accademia per la vita, che in questa intervista: https://www.tempi.it/alfie-evans-per-monsignor-paglia-si-tratta-di-sospendere-una-situazione-di-accanimento-terapeutico#.WqOsdIJG1vY gli dà implicitamente (ma sostanzialmente) ragione. Sulla posizione espressa qui da mons. Paglia trovo del tutto condivisibili le osservazioni esposte qui: http://www.lanuovabq.it/it/via-libera-di-monsignor-paglia-alluccisione-di-alfie.
Molti lo hanno già detto, ma, per quel nulla che vale, voglio ripeterlo anch'io. Il papa potrebbe del tutto legittimamente ritenere di avere già parlato in modo sufficientemente chiaro e preferire, per ragioni che solo lui può conoscere e giudicare, mantenere il silenzio su questa vicenda specifica. Però il fatto di queste “autorevoli interpretazioni" del suo pensiero non si può ignorare: sta lì, enorme come un macigno. Di fronte ai fatti, non ci si può girare dall'altra parte, né si può praticare sempre la dissimulatio, neanche se si è il papa. Se due esponenti autorevoli della giustizia umana e della gerarchia ecclesiastica concordano nel sostenere che anche il papa pensa che Alfie Evans per il suo bene debba morire prima possibile, e lui  resta zitto, vuol dire che è d'accordo con loro. Contra factum non solo non valet argumentum come dice il vecchio adagio, ma neanche silentium.

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