lunedì 25 febbraio 2019

A CESENA I "CATTOLICI NEL CENTRODESTRA"


 “Cattolici nel Centrodestra” (CnC) è un movimento politico cesenate che nasce dall’esperienza politica maturata da alcuni cattolici (da ultimo, nel gruppo politico-consiliare di Libera Cesena) e dall’incontro con Papa Francesco in Piazza del Popolo a Cesena il 1 ottobre 2017.
Questo Movimento si è presentato a Cesena sabato 23 febbraio durante la presentazione del Candidato Sindaco di Cesena ANDREA ROSSI.
Ecco il testo dell’intervento di Arturo Alberti a nome del movimento.

PER UNA NUOVA INIZIATIVA POLITICA A CESENA


CATTOLICI NEL CENTRO DESTRA

·         Personalmente non sono iscritto in nessun partito ma sento la responsabilità di un impegno come cittadino di Cesena che ama la propria città

·         Come Cattolico
L'esperienza di fede mia e dei miei amici ci ha fatto crescere una passione instancabile per l'uomo,colto nel suo bisogno e nelle circostanze concrete in cui si presenta. Oggi l'uomo di Cesena ha bisogno di cambiamento,di una nuova prospettiva culturale e politica

I cardini della Dottrina Sociale della Chiesa sono una occasione per tutti,una possibilità di sviluppo per tutti e non solo per il mondo cattolico. Se una proposta non è valida per tutti non è valida per nessuno. Vogliamo dare il nostro contributo valido per lo sviluppo della nostra città attraverso questi punti di principi e di metodo:

1.       Principio di sussidiarietà,che l'amministrazione uscente ha spesso confuso con una supplenza per giungere dove l'ente pubblico non arrivava.
2.      Centralità della persona e della famiglia così come descritta nell'art. 29 della Costituzione. Per questo essendo la famiglia centrale nella dinamica della vita sociale occorre istituire un assessorato alla Famiglia che comprenda tutte le politiche sociali
3.      Promozione della natalità e tutela della vita in tutte le sue fasi (per es. quoziente famigliare, ecc.).
4.      Promozione  dell'educazione attraverso il sostegno della scuola pubblica così come definita nella legge Berlinguer del 2000 (La scuola pubblica è costituita dalla scuola statale e dalla scuola paritaria)
5.      Promozione del lavoro: la persona e il suo lavoro sono alla base dello sviluppo sociale
6.      Accoglienza: ultimo ma non ultimo come importanza. “L’obiettivo di ogni politica sociale deve essere il maggior bene possibile di tutta la cittadinanza, tra diritti e doveri, legalità e convivenza”, ha scritto recentemente il nostro Vescovo. Il bene comune non è il bene della maggioranza, ma di ognuno, di ogni persona, e la cultura solidale che lega il nostro popolo ci porta a mettere in primo piano le persone senza lavoro, senza casa, senza occupazione, senza diritti e bisognose di tutto. Le persone povere, affette dai diversi tipi di Povertà economica, povertà politica, povertà di relazioni e povertà di senso.


·         Un giudizio politico
  1. Siamo consapevoli della necessità di offrire alla città di Cesena una credibile alternativa di governo, dopo un’esperienza ininterrotta di troppi anni di governo di uno stesso colore politico. Cinquant'anni di governo della Città ad opera dello stesso gruppo di potere hanno determinato: auto-referenzialità, automatismi nelle decisioni operative, nessuno stimolo alla innovazione
  2. Il ceto politico che ha dominato la città per decenni è stato di fatto gestito da un sistema trasversale di tipo consociativo, in cui il confine tra finanza e affari è diventato evanescente. L’anima del medesimo partito, che pur con diversi nomi ha governato Cesena, ha mantenuto costantemente una tendenza all’accentramento, limitando e regolando a proprio piacimento ogni attività civica e individuale, appoggiandosi ad una visione etica dell’uomo e della società per molti aspetti incompatibile con i fondamenti della dottrina sociale della Chiesa.
  3. Ad un governo accentratore vogliamo sostituire un governo della città “veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali (in particolare la famiglia e i corpi intermedi), che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private

  • Cattolici nel centro destra: il nostro contributo

1.       Non vogliamo cambiare qualche briciola di distribuzione del potere, ma assumerci come compito quello di attuare una discontinuità totale con questo sistema di favorire i centri di potere locali.
  1. I principi e i metodi che sopra ho enunciato, e che sono alla base dello sviluppo umano culturale e sociale possono essere accolti, difesi e promossi meglio nell'area del centrodestra pur con tutti i limiti che possono esserci perché è in grado di dare fiato alle realtà vive che operano nel nostro territorio, grazie anche all’atteggiamento di ascolto di Andrea Rossi
  2. in particolare il cambiamento dovrà riguardare il tema del Welfare: non è più sufficiente il Welfare di comunità,ma bisogna fare un passo avanti, sviluppando nuove e più incisive  linee di intervento
  3. La povertà e il disagio sociale non sono uno status permanente che necessita per sempre di interventi assistenzialistici. Da queste condizioni si può uscire.
ü  Occorre mobilitare tutte le risorse umane del territorio e non solo gli addetti ai lavori.
ü  Impostare i servizi come un investimento
ü  Mettere in atto processi di valutazione in itinere  con la disponibilità a cambiare
ü  Questo approccio innovativo non si può inventare da un giorno all'altro. E' una prospettiva di lavoro nuova su cui bisogna lavorare a lungo e sperimentare, una volta raggiunto l’obiettivo dell’alternanza.

Arturo Alberti
23 febbraio 2019

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