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martedì 11 dicembre 2012

PROFUMO DI SINISTRA (IN QUATTRO EPISODI)


IL PARTITO DI SINISTRA

Il partito che si appresta a gareggiare per vincere è da vent’anni il partito dei magistrati con­servatori e politicizzati, dei sindacati con­servatori e difensori dello status quo, è la coalizione della retorica inautentica, del finto inseguimento umanitario e solidale della condizione umana debole e non ga­rantita, è la coalizione dei media che tradi­scono la loro funzione parteggiando sen­za dirlo, senza farsi riconoscere, senza un discorso impegnativo di verità sul Paese e sul mondo, adoperando linguaggi corrivi e politicamente corretti che mi offendono e mi irritano.

LA GIUSTIZIA DI SINISTRA

In nome della legalità e delle regole , l’arbitrarietà e lo strapotere di un pugno di magistrati ha disfatto la politica e l’economia italiane.
Una giustizia divenuta esibizionista, sommaria e arbitraria ha impedito ogni occasione di crescita economica, di educazione dei giovani,di liberazione dai lacci che opprimono la società, di investimento nell’innovazione, nella ricerca nel futuro, tuttio bruciati sull’altare di un processo infinito.
La sovranità popolare è sospesa dalle intercettazioni, spesso fuori legge.
Quale paese al mondo può sopportare la favola dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura in salsa italiana, il sistema più sconsiderato di supplenza della politica che c’è al mondo? Chi avrà il coraggio di fare un onesto bilancio dei guai procurati alla collettività dalla politica ispirata dallo “sbirro” (così come l’ha definito De Mita) di Montenero di Bisaccia?
In quale altro paese esiste un circuito mediatico che a indagini non ancora avviate ha già espresso la sentenza?

APPENDICE: ILVA LA TERRIBILE

Una magistratura preda del proprio delirio di onnipotenza (fiat iustitia, pereat mundus) con il contributo decisivo di un ecologismo terrorista e salutista, e di una CGIL in stato di follia, ha deciso la politica industriale di un paese democratico (sic). Ventimila posti di lavoro in meno e desertificazione industriale in nome dell’idolatria della legge che mettendo in conflitto due diritti (salute e lavoro) ha prodotto un’ingiustizia maggiore. E per una minoranza di idioti il paese migliore è quello governato dalle procure

LA SANITA’ DI SINISTRA

Un sistema ispirato ai principi   di universalismo e solidarismo con lo Stato Centralistico unico erogatore, gestore  e controllore del sistema  (Legge 833/78), è destinato al fallimento. E’ un dato di realtà: non ci sono più risorse. Siamo arrivati a questo punto per la pretesa universalità di dare tutto a tutti gratis. Da un lato non regge la spesa economica di  questo sistema, dall’altro questa logica ne ha introdotta un’altra, pervasiva sia negli operatori che negli utenti-pazienti:  che essendo tutto comunque gratuito e pagato da altri,  ogni tipo di “prestazione offerta”  (per il medico) e ogni tipo di “prestazione richiesta” (per il paziente) sia comunque da esaudire in quanto corrispondente ad un diritto. Gli esiti:  inappropriatezza da parte del medico e pretesa indiscriminata da parte del paziente circa l’offerta-utilizzo di servizi (o di accertamenti); ne è nata una mentalità come quella odierna per cui tutto è dovuto a tutti, con il conseguente sperpero di risorse, invece che un uso appropriato delle stesse, così che ne usufruiscano effettivamente le fasce a rischio  o  bisognose (disabili, anziani, patologie croniche domiciliari).

 

 

martedì 28 agosto 2012

COMPLIMENTI AL PROCURATORE


VANNE FIERO.

Franco Sebastio, procuratore di Taranto, rivela a Sandra Amurri che le sue indagini sull’Ilva sono iniziate trent’anni fa, il Fatto quotidiano
È dall’82 che indago sull’impianto (Ilva di Taranto, ndr), ora tutti scoprono la notizia

COSA INTENDE È CHIARO. «Non capisco dove sia la notizia», esclama tra il serio e il faceto com’è nel suo stile il procuratore di Taranto Franco Sebastio dalla sua casa di Soverato dove – come sottolinea – sta trascorrendo alcuni giorni di «finta vacanza» perché in verità «continuo a lavorare». Cosa intende è chiaro visto che la prima sentenza contro i vertici dell’Italsider, azienda di Stato che ha lasciato il posto all’Ilva, è scaturita da una sua inchiesta nel 1982 e oggi si ritrova a processare quegli stessi vertici per le morti da amianto. Sono trascorsi 30 anni e nella sostanza siamo paradossalmente al punto di partenza.
Sandra Amurri, il Fatto quotidiano