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domenica 16 maggio 2021

I VERI ILLIBERALI CON LA SCUSA DELL’OMOFOBIA

 Ordinare il libro di Mantovano come atto di ragione e libertà per rispondere a una censura che ci vuole impedire di leggere, pensare, capire

L’editore Cantagalli ha denunciato che  il libro Legge omofobia perché non va. La proposta Zan esaminata articolo per articolo, del giurista Alfredo Mantovano è stato vittima di un “grave disservizio” operata dalle librerie Feltrinelli che non lo vendono.

«Gli intellettuali sono molto più inclini al totalitarismo rispetto alla gente comune» scrisse Orwell in una lettera del 1944. Molti librai si considerano, per osmosi, degli intellettuali, e basta questo per renderli illiberali: pensano di dover guidare i propri clienti fino al punto di decidere cosa devono leggere e cosa no. Magari senza sapere nulla di Alfredo Mantovano.

Ma contro di lui parla il suo titolo: «Legge omofobia. Perché non va». E nel mondo della cultura italiana, che è un mondo di censure, autocensure e tabù, il ddl Zan deve andare dritto alla meta senza obiezione alcuna.

Se avete stomaco guardate l'ultima copertina dell'Espresso è un altro segnale. Se non ne avete abbastanza, scrive Camillo Langone sul Giornale, fatevela descrivere da me: “vi campeggia un uomo barbuto e incinto sul cui pancione è scritto «La diversità è ricchezza». Siamo in piena neolingua orwelliana. Siamo in pieno 1984 perché lo slogan dell'Espresso significa l'esatto contrario di ciò che dice: la diversità è interdetta, bisogna pensarla tutti allo stesso modo e guai a chi dissente.

Chi tocca il ddl Zan forse non muore ma di sicuro rischia. Verrebbe da dire che il ddl  Zan è già qui, che la censura è già partita prima ancora che ci sia una legge e che i campioni dell’inclusività, del rispetto e della tolleranza sanno fare molto bene il loro mestiere di Savonarola quando si tratta di silenziare chi non la pensa come loro.

Ma queste cose sono note, e le abbiamo viste mille volte. Ora che la sinistra ha deciso di accelerare suicosiddetti diritti perché afona su tutto il resto, lo vedete anche voi l’insistenza maniacale con cui parla di certe questioni.

Il mio pensiero, che fra l'altro non è mio ma della Bibbia e dunque di Dio, già ora è fuorilegge. Ribadire che «maschio e femmina li creò» già ora non è salutare. Così come scrivere un libro critico verso il ddl Zan ti esclude dalle grandi case editrici, dai grandi giornali, dal grande giro. La censura o boicottaggio o sabotaggio  ai danni del libro di Mantovano è solo un segnale, una piccola anticipazione del grande bavaglio che ci aspetta.

 Possiamo ancora dirlo che sono provocazioni e carognate di pessimo gusto o verremo tacciati anche noi di omofobia?

 

 

 

mercoledì 28 ottobre 2015

LIQUIDARE I CATTOLICI

Vergognosi attacchi 
al giudice che applica la legge

di Riccardo Cascioli 

Il vergognoso linciaggio mediatico promosso dalle organizzazioni Lgbt e ampiamente  sostenuto ieri dal sito del quotidiano Repubblica nei confronti del giudice del Consiglio di Stato Carlo Deodato, è un segnale chiaro del clima di intolleranza da una parte e di conformismo culturale dall’altra che ormai domina il nostro Paese, e non solo.

Qual è la colpa di Deodato, ovvero del relatore della sentenza del Consiglio di Stato contro la trascrizione delle nozze gay? Quella di essere un cattolico che ha manifestato opinioni a difesa della famiglia naturale. Sono andati a riprendere vecchi tweet che rilanciavano immagini delle Sentinelle in piedi (peraltro ritwittava la Nuova Bussola Quotidiana) per urlare l’indegnità del giudice  e chiedere che la sentenza venga annullata (così sostiene ad esempio Franco Grillini, storico leader del movimento gay).

Questi signori fanno finta di non sapere che la sentenza è stata formulata da cinque giudici, non da uno solo, e dimenticano la loro contiguità con quella cricca di magistrati che in questi anni ha violentato il nostro sistema legislativo con sentenze creative contro la famiglia e la vita.

È un mondo rovesciato: il giudice che applica la legge viene aggredito e trattato come il peggiore dei criminali, e il giudice “creativo” – leggi: che viola le norme per legittimare ciò che alcune lobby vogliono – viene ovviamente esaltato. Già questo la dice lunga sul clima che si respira in Italia, c’è una cappa totalitaria che ci riporta alle atmosfere degli anni ’70, quando il pensiero unico si diffondeva con la forza e i grandi giornali, con i loro intellettuali in testa, si mettevano al servizio di un'ideologia assassina. Non per niente Repubblica ha dato massimo risalto e si è unita agli attacchi contro il giudice Deodato. Seguita a ruota da Corriere, Stampa e così via: tutti a far da amplificatori all’ideologia che sembra aver vinto.

Ma nella critica a Deodato va colto soprattutto un aspetto: il pregiudizio per cui essere cattolici è “un di meno”, non dà diritto a una piena cittadinanza, sicuramente rende incapaci di giudicare. È questa la vera discriminazione: un cattolico, per definizione, non può dire nulla nella gestione della cosa pubblica, secondo Repubblica & co. Guai se un cattolico pretende che la fede sia criterio di giudizio per tutto, anche per i problemi del proprio Paese o del mondo intero. Non gli si riconosce il diritto di esistere.

Non stupisce: Repubblica – ma  anche i suoi colleghi milanese e torinese – persegue la rovina della Chiesa cattolica, l’eliminazione di ogni traccia del cristianesimo nella società; vogliono l’annientamento della Chiesa, la sua riduzione a insignificanza. E guarda caso sono gli stessi quotidiani che hanno seguito con grande attenzione il Sinodo, facendo un tifo sfegatato per una parte, fino a falsificarne l'esito. Non è schizofrenia ma coerenza. 


sabato 24 gennaio 2015

REATO DI OPINIONE: QUERELATO PER "SFERZANTE IRONIA"

PROTESTA PER VOLANTINI ARCIGAY DISTRIBUITI A SCUOLA. QUERELATO PER «SFERZANTE IRONIA»

Gennaio 22, 2015 Benedetta Frigerio

Intervista a Simone Pillon (Forum Famiglie Umbria), querelato per aver ironizzato sulla diffusione di materiale sessualmente esplicito in un liceo

Sequestrato un video di un convegno sulla pagina del Forum delle associazioni familiari dell’Umbria. 
Querelato per diffamazione il suo portavoce, l’avvocato Simone Pillon, per aver ironizzato sull’associazione Omphalos Arcigay-Arcilesbica, che nel 2012 aveva messo a disposizione volantini con contenuti sessualmente espliciti all’interno del Liceo Alessi di Perugia. «Io speravo in un’indagine del Miur sui fatti invece sono stato querelato. Se già ora si viene accusati per aver ironizzato su attività che sponsorizzano il sesso omosessuale, significa che non serve il ddl Scalfarotto, il reato di opinione esiste già», spiega Pillon a tempi.it.

Cosa contiene il video sequestrato?
Un convegno del 29 giugno scorso dal titolo “Sarà ancora possibile dire mamma e papà?” e da noi organizzato a Assisi alla presenza del vescovo della città, monsignor Domenico Sorrentino, e del sindaco, Claudio Ricci. Il tema era l’ideologia gender e l’attacco alla libertà di espressione cominciato in Italia con l’introduzione alla Camera, nel luglio 2013, del ddl Scalfarotto. La polizia postale, su ordine del giudice di Perugia, ha sequestrato il video l’antivigilia di Natale accusandomi di aver usato toni che «denotano il superamento dei normali limiti della critica politica».

Perché? Lei che cosa ha detto?
Durante il convegno ho raccontato la vicenda dei volantini ai limiti della pornografia messi a disposizione dei minorenni delle classi terze del liceo Alessi, all’interno dell’assembra d’istituto. Nel testo sono descritte con particolare cura le modalità per avere rapporti omosessuali sia tra uomini sia tra donne, anche se Omphalos Arcigay-Arcilesbica nega, dicendo che il suo fine era la prevenzione delle malattie veneree. 
Sul materiale stampato e distribuito, senza che fosse visionato dal preside, oltre alle frasi e alle immagini oscene, c’erano i recapiti dell’associazione che organizza feste, “Dancing Queer” o il “Welcome Group” dove potersi incontrare e altri intrattenimenti organizzati dal mondo omosessuale. Per questo, durante la conferenza, ho fatto una battuta piuttosto scontata sui modi per «farsi dare il benvenuto» alludendo al “Welcome Grop”.

Il giudice la definisce «sferzante ironia».
Chi porta di nascosto quel materiale nelle scuole, per cui ci si dovrebbe aspettare un’indagine del Miur, denuncia me per aver stigmatizzato la loro attività. In un momento in cui si parla tanto di libertà di espressione, dopo l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, si vede che il limite è imposto arbitrariamente. Può parlare solo chi difende il libertinismo sfrenato. Guai a chi lo argina.

L’associazione da lei citata continua a negare e insiste sostenendo che la sua era un’azione di contrasto preventivo alle malattie veneree.
La prevenzione delle malattie veneree non c’entrava nulla con l’Assemblea d’istituto il cui programma era incentrato su “bullismo” e “omofobia”. Nei volantini c’è un accenno a qualcosa del genere, come la spiegazione dell’uso del profilattico, ma altre frasi sono legate all’eccitamento sessuale.


Come pensa di difendersi?
La vicenda è in Parlamento, il senatore Ncd Carlo Giovanardi ha avviato un’interpellanza e la deputata Eugenia Roccella farà un’interrogazione alla Camera. Ma anche altri parlamentari si sono interessati alla mia vicenda e denunciano il pericolo di una deriva liberticida. Dove a rimetterci non sono solo io, ma quanti, all’oscuro dei loro genitori, devono continuare a ricevere questi contenuti mascherati come preventivi.

domenica 4 gennaio 2015

L INTOLLERABILE MENZOGNA DI REPUBBLICA

Di Mario Adinolfi

I fatti: il 17 gennaio alle ore 15 parteciperò con i miei amici Costanza Miriano, padre Maurizio Botta dei Cinque Passi, Marco Scicchitano a una versione milanese del nostro noto format "contro i falsi miti di progresso" che abbiamo già replicato quattro volte a Roma.
E' un ragionamento a più voci di quattro amici provenienti da esperienze molto diverse, accomunati dall'idea che si debbano individuare e difendere i soggetti più deboli, si debba sostenere la cultura della vita, si debba una particolare attenzione ai bambini che hanno diritto a una mamma e a un papà, si debba evitare la trasformazione delle persone in cose perché è un attimo a ritrovarsi dalla compravendita di esseri umani (utero in affitto) all'eliminazione dei prodotti fallati, deteriorati, indesiderati (aborto, eugenetica, eutanasia). Questo andiamo dicendo da mesi, questo diremo a Milano e poiché l'iniziativa si tiene nel palazzo di Regione Lombardia, chiuderà il padrone di casa Roberto Maroni per il ruolo istituzionale che ricopre e saremo coordinati dal direttore di Tempi, Luigi Amicone.



Il quotidiano La Repubblica oggi presenta il nostro convegno milanese con il titolo: "I gay vanno curati", anche Maroni partecipa al convegno omofobo. Ora, poiché sono disponibili i video delle nostre precedenti presentazioni, poiché siamo tutti personaggi pubblici, poiché siamo setacciati in quel che scriviamo anche nelle virgole, o a Repubblica trovano una frase, una sola, in cui noi quattro affermiamo che "i gay vanno curati", oppure ammettono di aver scritto una intollerabile menzogna e domani pubblicano una rettifica.

L'articolo è scritto senza chiedere a noi alcun parere, in compenso vengono fatte sbandierare subito le mobilitazioni di Arcigay, Sel, lista Tsipras e giovani del Pd che ci accusano di "deriva oscurantista" e "spirito medievale". Ovviamente viene annunciato un picchetto di stampo fascista per impedirci di tenere il convegno e sui social network si possono leggere i propositi di blogger in cerca di visibilità come Matteo Bordone che propone "fischi e letture di autori gay, come sentinelle di merda" da sovrapporre alle nostra parole fino ai più banali "sputi su Adinolfi e la Miriano" e agli insulti pesanti di varia natura del "popolo del web".

Dal punto di vista giornalistico il meccanismo mistificatore e violento con cui si cerca di preparare ad arte con due settimane di anticipo un clima più che ostile per ragioni misere meramente politiche non va neanche sottolineato, tanto è evidente. E forse oggi diventa più chiaro perché dal 13 gennaio andremo in edicola con La Croce - Quotidiano e vi chiederemo di averlo come primo giornale, abbandonando la lettura di questi fogli di propaganda del pensiero unico.

Dal punto di vista intellettuale io rivendico il diritto ad affermare la mia contrarietà all'introduzione del matrimonio omosessuale nell'ordinamento giuridico italiano con le motivazioni che andrò ad esporre il 17 gennaio a Milano. Rivendico la mia libertà di opinione e parola, rifiutando la definizione di "omofobo" che considero un insulto alla mia storia di persona di sinistra che si è sempre battuta contro ogni discriminazione, avendone subite e non poche. Questa mia rivendicazione personale è la rivendicazione di centinaia di migliaia, di milioni di persone. Se ne abbia rispetto, non si tenti la strada dell'intimidazione, perché le nostre ragioni sono forti quanto la debolezza dei soggetti di cui vogliamo difendere i diritti: i bambini. Perché non esiste il diritto degli adulti ad avere un figlio. Esiste invece il diritto del figlio ad avere una mamma e un papà.
Questo ripeteremo. Riteniamo di avere il diritto di farlo. Vi aspettiamo a Milano il 17 gennaio alle 15.

LEGGI ANCHE IL VOLGARE ATTACCO DI Huffington post


martedì 2 dicembre 2014

LA SCUOLA NON E' UN CAMPO DI RIEDUCAZIONE


Le inascoltate parole di Papa Francesco a proposito della scuola che può diventare un «campo di rieducazione» nella complice omertà di troppi benpensanti: 

«Vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti - riferendosi a progetti concreti di educazione - si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”» 

[Francesco alla delegazione dell'Ufficio Internazionale Cattolico dell'Infanzia (BICE)].


LA LOGICA TRINARICIUTA: AGGRESSIONI OFFESE INTOLLERANZA


di FRANCESCO AMATO
da culturacattolica.it

La professoressa Adele Caramico, insegnante di religione cattolica dell’I.T.I.S. “Pininfarina” di Moncalieri, a chiusura delle indagini interne svolte dal dirigente dello stesso istituto scolastico, è stata pienamente e ufficialmente scagionata dalla falsa accusa di aver proferito espressioni omofobe.
Resta l’amara costatazione che per ben venti giorni l’insegnante è stata sottoposta ad un vergognoso linciaggio mediatico, che l’ha vista persino additata per strada, quelle rare volte in cui ha avuto l’ardire di uscire di casa. Della sua vicenda se ne è parlato persino alla nota trasmissione televisiva “La Vita in diretta” di RAI1.
In questi venti giorni la Prof. Caramico si è trovata al centro non solo di una bufera mediatica ma anche politica.

  1. Infatti, sulle sue asserite e false affermazioni omofobe è stata presentata un’interrogazione urgente al Ministro Giannini da parte degli onorevoli Lavagno, Zan, Pillozzi, Piazzoni e Marzano, per chiedere «se il Ministro fosse a conoscenza delle problematiche sopra esposte e come intendesse procedere per contrastare casi analoghi di omofobia dei docenti negli istituti statali». Gli onorevoli deputi, ora, chiederanno scusa alla Prof. Adele Caramico?
  2. E’ stata presentata da parte del senatore del Pd Andrea Marcucci, Presidente della Commissione Istruzione a Palazzo Madama, un’interpellanza urgente in cui si definiva la vicenda della Prof. Caramico «intollerabile». Il Presidente Marcucci, ora, chiederà scusa alla Prof. Adele Caramico?
  3. l’Assessore Regionale alle Pari Opportunità Monica Cerutti ha fatto inserire sul sito istituzionale della Regione Piemonte una dichiarazione intitolata “Discriminazione: la denuncia degli studenti del Pininfarina è la conferma del buon lavoro di sensibilizzazione della Regione Piemonte, con cui, tra l’altro, si afferma che «fortunatamente il lavoro di sensibilizzazione che anche il settore Pari Opportunità della Regione Piemonte ha svolto in questi anni è servito a creare i giusti anticorpi contro le discriminazione negli studenti che hanno denunciato l'accaduto». A prescindere dal fatto che la denuncia, in realtà, è stata fatta solo da uno studente minorenne omosessuale attivista dell’Arcigay, mentre tutti gli altri studenti hanno smentito la versione di quel loro compagno, la dichiarazione dell’Assessore, tuttora leggibile sul sito Web regionale afferma quanto segue: «Solamente poche settimane fa ho partecipato proprio al Pininfarina a una bella iniziativa contro le discriminazioni. Si trattava della premiazione di un concorso video sulla cultura di parità denominato Corti&Pari. In quell’istituto la discriminazione evidentemente non è la prassi. La denuncia degli studenti davanti a quello che hanno reputato un episodio discriminatorio è la prova che il lavoro svolto in questi anni anche dalla Regione Piemonte all'interno degli istituti scolastici è stato utile e deve essere rafforzato. In merito all'episodio avvenuto a Moncalieri sarà aperta una procedura di controllo presso il Centro regionale contro le discriminazioni». L’Assessore Cerutti, ora, chiederà scusa alla Prof. Adele Caramico e provvederà a rettificare quanto risulta scritto sul sito istituzionale della Regione Piemonte?
  4.  Il consigliere comunale radicale di Torino, Silvio Viale, ha chiesto di sottoporre l’insegnante incriminata ad uno specifico «corso di aggiornamento», una “rieducazione” in pieno stile maoista. Il Consigliere Viale, ora, chiederà scusa alla Prof. Adele Caramico?
  5. Il vicesindaco di Moncalieri, Paolo Montagna, a proposito della vicenda della Prof. Caramico, dopo aver precisato che «non c’è spazio né per gli omofobi né per l’omofobia» (l’insegnante avrebbe quindi dovuto trasferirsi), ha dichiarato di «volersi muovere sin da subito per mandare un messaggio forte e adottare efficaci provvedimenti». Il vicesindaco, ora, chiederà scusa alla Prof. Adele Caramico? Potremmo andare avanti citando altri casi, ma per carità cristiana ci fermiamo qui.
    Il modo con cui è stata montata questa vicenda kafkiana deve essere da monito per tutti.

Non è un caso, infatti, che le false accuse mosse alla Prof. Adele Caramico siano state lanciate da un giovane noto attivista dell’Arcigay. Questa non irrilevante circostanza dimostra ancora una volta la pericolosità dell’ossessiva caccia alle streghe abilmente orchestrata dalle associazioni LGBT con la complicità cinica e disinvolta di esponenti delle istituzioni.

Un Paese che si definisce democratico deve mostrare di avere gli “anticorpi” (quelli veri non quelli dell’Assessore Cerutti) per reagire alla pericolosa deriva maccartista che stiamo oggi vivendo in Italia. Un’assurda quanto odiosa e sinistra “caccia all’omofobo” che non rispetta i più elementari principi di giustizia, e che è capace di calpestare la dignità personale e professionale dei poveri malcapitati, di quelle vittime che vengono accuratamente selezione, infilate nel tritacarne di un massacro mediatico da macelleria messicana, e mostrate, infine, al pubblico ludibrio. Il tutto con l’ottima scusa di tutelare i nuovi diritti LGBT. Qualcuno dovrebbe cominciare a farsi un serio esame di coscienza.

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http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=3651


venerdì 14 novembre 2014

CACCIA ALLE STREGHE

ASSUNTINA MORRESI

14 Novembre 2014
C’era una volta qualcuno, anzi, più di uno, che diceva con orgoglio “mandateci in giro nudi, ma lasciateci la libertà di educare”. Chissà che fine hanno fatto.
I fatti: sabato 8 novembre nel portale della diocesi di Milano, accessibile agli insegnanti di religione (più di 6000, con la password), c’era la seguente lettera:
Cari colleghi,
come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un'idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale.
Per valutare in modo più preciso la situazione e l'effettiva diffusione dell'ideologia del "gender", vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte.
Per questo chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana. Grazie per la collaborazione

Qualcuno ha mandato il testo a Repubblica, e si è scatenato il putiferio. Proteste da parte di associazioni gay, interrogazioni parlamentari, addirittura esposti al Ministro Giannini. Leggere qui per credere. Il risultato, oggi pomeriggio, le scuse della diocesi:

La comunicazione mandata sabato 8 novembre agli insegnanti di religione della Diocesi di Milano da un collaboratore del Servizio Insegnamento Religione Cattolica è formulata in modo inappropriato e di questo chiediamo scusa. L'intento originario era esclusivamente quello di conoscere dagli insegnanti di religione il loro bisogno di adeguata formazione per presentare, dentro la società plurale, la visione cristiana della sessualità in modo corretto e rispettoso di tutti.
don Gian Battista Rota, Responsabile Servizio Insegnamento Religione Cattolica, Arcidiocesi di Milano
Domanda: di che cosa bisognava chiedere scusa? Dove sarebbe l'inappropriatezza?  E inappropriatezza di che? 
La verità è che c’è un clima di intimidazione che cresce ogni giorno di più.
Lo hanno denunciato oggi Eugenia Roccella e Carlo Giovanardi:
Da mesi la scuola italiana, dalla materna sino ai licei, e' diventata terreno di conquista da parte delle associazioni LGBT che hanno ripetutamente tentato anche attraverso l'UNAR la diffusione di opuscoli dove venivano rozzamente accusati famiglia, Stato e religione di essere le fonti primarie di omofobia. Tale iniziativa venne formalmente censurata dall'allora viceministro Cecilia Guerra in quanto non concordata ne' con la Presidenza del Consiglio ne' con il Ministero della Pubblica Istruzione". A sostenerlo sono il senatore di Ncd Carlo Giovanardi ed Eugenia Roccella. "Ciononostante sono continui i tentativi di imporre nelle scuole la teoria del gender, negando che i bambini possono avere un naturale sviluppo maschile e femminile, bollato come frutto esclusivo delle convenzioni sociali. In questo clima chiunque tenti di contestare l'inopportunità che nelle scuole materne per esempio si spieghi ai bambini che sono due pinguini maschi a fare l'uovo viene aggredito come omofobo, e si vuol negare ai genitori il sacrosanto diritto dovere di educare i propri figli", aggiungono. "Le solite aggressioni verbali, che hanno costretto la Curia di Milano, rea di aver chiesto in quali scuole questi temi vengono trattati, a chiedere scusa, sono l'ennesimo tentativo riuscito, in un clima di caccia alle streghe, di intimidire chiunque non voglia piegarsi a questa dittatura culturale che attraverso la proposta di legge Scalfarotto vuole addirittura colpire penalmente chi non la pensa come le organizzazioni LGBT", concludono.(ANSA)

Ma diciamola tutta: alle organizzazioni gay non importa veramente dei cosiddetti diritti, matrimonio compreso. Vogliono solo chiudere la bocca a tutti quelli che pensano che gli esseri umani nascono maschi o femmine (e non omosessuali o eterosessuali), e che ogni bambino, nato da un uomo e una donna, ha diritto ad avere un padre e una madre.
Il signor Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, ha definito “un fatto grave e un'ingerenza eccessiva”, la lettera.
Parlo di Luxuria, perché riguardo all’invito a TV2000, fortunatamente ritirato, voglio chiarire un concetto. Il problema non è intervistare Luxuria, e tantomeno l’accoglienza, il dialogo, lo “sporcarsi le mani”, etc. Il fatto è che gli invitati a TGTG, come lo era Luxuria, vanno lì per dare un giudizio sui fatti, per commentare autorevolmente le notizie. A TGTG sono invitate persone di cui si pensa sia interessante e utile, per un cattolico, ascoltare giudizi e opinioni. Quindi invitare Luxuria a commentare le notizie significa, da parte del direttore della TV della CEI, ritenerlo un personaggio pubblico autorevole e indicarlo come tale ai telespettatori cattolici. Per questo era un errore invitarlo, e una gaffe pazzesca farlo mentre la CEI era riunita e parlava proprio di famigla.
Io sabato 15 vado alla manifestazione di NCD per la famiglia. Aperta a tutte le associazioni pro-famiglia. Qui l’elenco. ROMA; Piazza Farnese, ore 14.30. Oggi, per questo, hanno volantinato i parlamentari dell’NCD a Roma.