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martedì 4 giugno 2024

IL CROCEVIA E L'EUROPA

 

ELEZIONI EUROPEE E AMMINISTRATIVE 

LE RAGIONI DI UN IMPEGNO

Le Elezioni Europee e Amministrative dell’8 e 9 giugno 2024, che vedranno anche l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale di Cesena, costituiscono un’occasione per riflettere sull’importanza di questo passaggio politico.

Il Crocevia e LabOra hanno incontrato  più volte in quest’ultimo mese i cittadini con varie iniziative per far conoscere le proposte e per definire un giudizio utile ad orientare la scelta elettorale.

On Malagola, Sibiano, Alberti, Casadei, Cavedagna
23 maggio 2024 Cesena

La posta in gioco in queste elezioni è enorme come testimoniano le affermazioni di ogni parte politica, anche per l’emergere di una terza forza per numero di seggi, quella dei conservatori, a capo dei quali è stata eletta Giorgia Meloni, destinata a sovvertire l’innaturale alleanza fra popolari e socialisti.

L’Italia non ha problemi con l’Europa, l’Italia ha dei problemi con l’unione Europea.Le istituzioni europee,in particolare il parlamento eletto, determinano molti aspetti della nostra vita quotidiana.

La prossima legislatura dovrà affrontare i disastri ideologici causati dal Green Deal, dovrà mettere in campo un grande piano europeo per la rinascita demografica,  dovrà  liberarsi dalla pretesa di trasformazione antropologica che vede al centro la questione dei diritti relativi all’identità sessuale, all’utero in affitto e all’ideologia lgbt, la più dannosa per l’umanità, come ha ripetutamente detto Papa Francesco, dovrà governare la transizione verso l’intelligenza artificiale, trovare una soluzione al conflitto ucraino, e ridisegnare l’architettura europea perché si affermi un’Europa più sussidiaria.

La Ue dell’ultimo decennio ha tradito il suo motto di inizio secolo, “uniti nella diversità”, un motto che interpretava fedelmente la natura più intima e più vera dell’Europa, e lo ha sostituito con la pretesa di imporre a tutti gli stessi standard, a tutti le stesse procedure, costruendo un super-Stato burocratico ipercentralista e nemico delle specificita’ nazionali, costruito sul trasferimento di nuove competenze e quote sempre maggiori di sovranità.

 Il  problema più grande, ideologico, è di scelta di civiltà: la UE si è trasformata in una forza al servizio dell’omologazione, dell’omogeneizzazione, dell’uniformità, mentre noi crediamo in una confederazione di nazioni unite sui grandi temi ma libere di affrontare questioni di stretta rilevanza nazionale, garantendo anche il principio di sussidiarietà.

Il Crocevia e LabOra invitano chi condivide queste scelte a sostenere l'impegno dei nostri amici che hanno accettato la sfida di candidarsi per le Europee, e per il Consiglio Comunale, a esprimere la nostra solidarietà e a dare un aiuto concreto a Piergiacomo Sibiano detto “PIGA”, per le Europee e a Enrico Castagnoli, per le comunali, entrambi nelle lista di Fratelli d’Italia.

IL CROCEVIA

LABORA

Nota: LabOra è una associazione di cultura politica conservatrice presente in Italia dal 2022 e ispirata e moderata dalla Dottrina Sociale della Chiesa e dall’umanesimo cristiano

venerdì 24 maggio 2024

ELEZIONI EUROPEE COSA C’E’ IN GIOCO

INCONTRO CON LORENZO MALAGOLA PIERGIACOMO SIBIANO, 

STEFANO CAVEDAGNA, RODOLFO CASADEI

 INTRODUCE ARTURO ALBERTI

 CESENA 23 maggio 2024


INTERVENTO INTRODUTTIVO DI RODOLFO CASADEI

L’Italia non ha problemi con l’Europa, l’Italia ha dei problemi con l’Unione Europea, di cui siamo uno dei 6 stati fondatori. Eravamo tutti europeisti sfegatati quando l’ideale dell’Europa unita coincideva con quello di Adenauer, De Gasperi, Schumann, i tre capi di governo cattolici e cristiano-democratici che sono alle origini della Comunità europea del carbone e dell’acciaio che è stata l’embrione di tutte le successive integrazioni, dal Trattato di Roma (1957) al Trattato di Lisbona (2007). Ma oggi tanti stati europei e tanti cittadini di stati europei hanno dei problemi con l’Unione Europea.

1.C’è un problema che riguarda gli scambi economici: la Ue moltiplica direttive e regolamenti che creano difficoltà a chi produce e che danneggiano la competitività delle imprese europee, mentre allo stesso tempo non è capace di fare la guardia alle frontiere, e lascia entrare merci che non rispondono ai severi standard qualitativi, ambientali, sociali fissati per le imprese europee. Così le nostre imprese muoiono oppure emigrano; nella Ue entrano prodotti di aziende extracomunitarie oppure di aziende comunitarie che hanno delocalizzato la produzione fuori dalla UE per non dover sottostare agli irrealistici standard europei.

            2.Poi c’è un problema ancora più grande, ideologico, di scelta di civiltà: la UE si è trasformata in una forza al servizio dell’omologazione, dell’omogeneizzazione, dell’uniformità. Che certamente è un processo mondiale, legato principalmente a due fattori. Da un lato l’evoluzione del capitalismo nell’era dell’economia globalizzata, che ha dato vita all’oligarchia capitalista dei Gafam, le multinazionali delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft. Queste grandi imprese puntano tutto sull’omogeneizzazione dei consumi, potremmo dire sull’i-phonizzazione dell’economia, cioè creare prodotti universali come gli i-phone, identici per tutti, che in quanto tali permettono alle multinazionali di sfruttare fino in fondo le loro economie di scala. A danno delle aziende piccole e medie. L’altro fattore è l’egemonia dello scientismo, dell’ideologia scientista che riduce tutto a dati, a flussi di dati. Non esistono più differenze qualitative, ogni realtà, anche quella realtà misteriosa che è l’essere umano, è ridotta a un insieme di dati componibili e scomponibili.

Dunque la Ue ha tradito il suo motto di inizio secolo, “uniti nella diversità”, un motto che interpretava fedelmente la natura più intima e più vera dell’Europa, e lo ha sostituito con la pretesa di imporre a tutti gli stessi standard, a tutti le stesse procedure. Prendendo a prestito dal mondo della biologia l’espressione, possiamo dire che la Ue sta distruggendo la biodiversità culturale, istituzionale, umana delle nazioni europee, sta introducendo una monocoltura politica che, come le monocolture agricole, minaccia la biodiversità. Cioè minaccia la vita, perché la vita fiorisce, si sviluppa e prospera solo se è consentita la diversità. Senza diversità basta un’epidemia, basta un virus per distruggere tutto. 

            3.Poi c’è un terzo punto problematico negli orientamenti attuali della UE – almeno lo è per me: ed è l’assenza di limiti nel processi di allargamento dell’Unione Europea. Se io ora vi chiedessi: quali devono essere i confini definitivi dell’Unione Europea? Dove dovrebbe arrestarsi l’integrazione di nuovi paesi, dopodiché quello è il confine definitivo della Ue? Nessuno qui dentro mi saprebbe rispondere. Ma nemmeno a Bruxelles qualcuno mi risponderebbe. Perché il punto è proprio questo: per quelli di Bruxelles può essere integrato nell’Unione Europea non chi appartiene alla civiltà europea, ma chi adegua il proprio sistema giuridico e le proprie leggi alle procedure stabilite dall’Unione Europea. Perciò qualunque paese del mondo potrebbe far parte dell’Unione Europea: basta che adotti tutte le procedure comunitarie, l”acquis communautaire”, come si dice. L’identità europea non è più storica, è procedurale. Ma dalla storia non può uscire nessuno! E poiché dalla storia non si esce, questo piccolo dettaglio fa sì che le utopie si trasformino in distopie, questa astoricità e proceduralità dell’Europa unita che non pone limiti al suo allargamento fatalmente è il volto di un nuovo imperialismo. Ci strappiamo le vesti per l’imperialismo della Russia, o per quello degli Stati Uniti, o per le velleità egemoniche della Cina, a seconda delle nostre simpatie e antipatie politiche, ma nel momento in cui non fissiamo confini all’allargamento della UE, noi europei riproponiamo il volto più inquietante della nostra storia, quello dell’imperialismo e del colonialismo. E riproponiamo l’errore di fondo dei progetti moderni e post-moderni: l’assenza di limiti. È questa idea dell’assenza di limiti, dell’abolizione dei limiti che sta distruggendo gli ecosistemi naturali e umani, culturali e storici.   

            Faccio qualche esempio dei problemi che ho evidenziato. La questione economica e finanziaria.

lunedì 29 aprile 2024

IN EUROPA C’È DA CONSERVARE LA SACRALITÀ DELLA PERSONA

 In Italia e in Europa la sinistra spinge su aborto e eutanasia forzando le istituzioni, come nel caso dell'Emilia-Romagna e della mozione socialdemocratica a Bruxelles sull'aborto in Costituzione.Il voto alle europee diventa fondamentale per arrestare la deriva.

 di Piergiacomo Sibiano, vice-presidente di Lab-Ora

È ormai ufficiale. È finita la stagione della «sinistra di centro». Due importanti dati di fatto ne sono testimoni.

Il primo: la Regione Emilia Romagna che - anche forzando i meccanismi istituzionali – decide che il suicidio assistito sia un diritto e come tale vada riconosciuto, con tempi certi: in caso gli esperti nominati dalla regione ritengano «giusta» la richiesta, il paziente dovrà essere «assistito» a suicidarsi entro 42 giorni dalla richiesta.

Il secondo, più recente e altrettanto preoccupante, l’approvazione in Parlamento Europeo della mozione del partito dei Socialdemocratici che chiede di inserire nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea il diritto all’aborto. Anzi, per la verità l’aborto sarebbe solo un “di cui”, la spinta è molto più in generale verso il riconoscimento della «bodily autonomy».

Siamo passati da «l’utero è mio e lo gestisco io» a «il corpo è mio e lo gestisco io». In altre parole, sono io a decidere chi sono, rifiutando alla radice l’obiettività della condizione umana: essere creature, esseri che non si sono creati da sé e come tali spendono la vita per cercare il senso di questa esistenza, il perché siamo al mondo.

Il progressismo è ormai entrato nelle istituzioni: è l’individuo a dare un senso alle cose e non a ricercarlo. Si smaschera definitivamente quindi una sinistra che ha sempre flirtato col mondo cattolico rassicurandolo con laiciste omelie dedite al rispetto del diverso, pur - a parole - condividendo i principi cristiani.

In termini più diretti: il centro-sinistra ha fallito. Erano convinti di tenere insieme principi come la difesa della vita da un lato, e riconoscimento dei «nuovi diritti» dall’altro. Non ce l’hanno fatta. Ha vinto l’aborto in Europa. Complice proprio la sinistra moderata: una bella fetta del Partito Popolare Europeo ha votato a favore di una mozione che - e qui siamo al ridicolo - chiede che venga riconosciuto il diritto all’aborto «a tutte le donne, le ragazze e a chiunque può rimanere incinta».

Anche qui, come in Emilia Romagna, sono state ignorate le regole istituzionali: l’UE non ha competenza alcuna in questo ambito ma la spinta ideologica è tale da usare il Parlamento a proprio uso e consumo. La mozione approvata non ha alcuna ricaduta formale ma la direzione è tracciata.

La battaglia delle prossime europee si fa dunque ancora più urgente: come se non bastasse tutta l’ideologia green, che vede l’uomo come l’intruso del pianeta. Ma se ogni istanza individuale è legittima sempre e comunque come sarà mai possibile mantenere la pace?

«Se anche una madre puó uccidere il proprio bambino nel suo grembo, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me?» diceva Madre Teresa di Calcutta nel 1979 ritirando il premio Nobel per la pace.

Abbiamo, mai come ora, qualcosa di davvero fondamentale da conservare, per cui batterci: la persona è sacra! Fuori da questo, tutto il peggio sarà sempre possibile.

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PIERGIACOMO SIBIANO DETTO PIGA È CANDIDATO ALLE ELEZIONI EUROPEE NELLA LISTA DI FDI CIRCOSCRIZIONE NORD ORIENTALE

PER VOTARLO BASTA SCRIVERE  PIGA

link Piergiacomosibiano.it