IL SOMMO BENE PUBBLICO PER GLI ANTILIBERISTI

L’Istituto di ricerche sulla pubblica amministrazione, fondato nel 2004 da Sabino Cassese, ha realizzato uno studio che certifica il regime di “socialismo municipale” nei Comuni italiani. Non lo chiama così, ma questo è l’esercito delle partecipate, del sottobosco di potere locale dove a farla da padrone sono i partiti e gli amici dei partiti. Le società municipalizzate che gestiscono risorse pubbliche e parapubbliche danno lavoro a 300mila dipendenti(leggete pure “elettori”), fatturano 43 miliardi di euro e oltre un terzo di esse sono in perdita.
Il più delle volte la gestione dei servizi la ottengono grazie all’affidamento in house, cioè senza gara. Sono prescelti o predestinati, come più vi aggrada. Il risultato a valle è che a gestire il servizio non è il migliore ma il più vicino (e gradito) alla politica, e le nostre tasse servono a foraggiare un sistema intrinsecamente corrotto e anticoncorrenziale.
Ecco, il socialismo
municipale è tutto questo, l’unico bene pubblico che stiamo effettivamente
preservando grazie alla rigorosa difesa del potere discrezionale dei partiti,
mentre l’acqua si perde nei mille rivoli di una rete colabrodo così cara agli
antiliberisti. Beati coloro che non sanno quel che fanno
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