giovedì 3 settembre 2020

LA MOSSA DEL VATICANO


PUR DI ESSERE CONTRO TRUMP LA CHIESA SOCCORRE L’ABORTISTA JOE BIDEN



La Chiesa cattolica americana si sta spaccando in vista delle elezioni presidenziali, mentre le istituzioni ecclesiastiche del Vaticano sembrano avere idee chiare sul candidato da favorire.
Joe Biden in queste settimane è divenuto oggetto di discussione tra i fedeli e sui media vicini agli ambienti cattolici per via delle sue posizioni sull’aborto.

Il candidato dei Dem, come buona parte del partito che rappresenta, non è un anti-abortista. Il cardinale conservatore Raymond Leo Burke, anche sulla scia di considerazioni ratzingeriane, ha dichiarato che Biden, così come gli altri politici abortisti, non dovrebbero avere accesso al sacramento dell’eucaristia. La polemica non è nuova. Il doppiopesismo dei cattolici democratici alla Biden è un argomento che alimenta da sempre le critiche del “fronte tradizionale”. Joe Biden – questa è una novità rispetto alle ultime scelte degli asinelli – è sì un candidato progressista, ma anche un credente.
In materia bioetica, però, Biden non persegue la linea della Chiesa. E dunque perché la Santa Sede dovrebbe simpatizzare per l’esponente dei Dem?

Le politiche di Donald Trump in materia d’immigrazione ed ambiente non sono in linea con la visione di papa Francesco, dunque con quella del Vaticano. Durante questi anni le acredini tra le parti sono state evidenti: dalla questione del muro al confine con il Messico alle continue rimostranze dell’episcopato cattolico statunitense contro il tycoon, passando per la mancata concordia sul da farsi dal punto di vista ecologico.

Il Vaticano e Trump hanno faticato a trovare punti di contatto nel corso di questi quattro anni. Biden rappresenta in questo senso un’occasione per normalizzare i rapporti. L’ex vice di Barack Obama, giusto per fare un esempio, è un sostenitore del multilateralismo diplomatico. Non si può dire lo stesso di Trump. Gestione dei fenomeni migratori, ambientalismo e geopolitica costituiscono un trittico per cui Santa Sede e Casa Bianca potrebbero andare d’accordo nel prossimo futuro.
Ma rimane il problema del pensiero di Biden sull’aborto e sulle altre questioni considerate non negoziabili dal Vaticano.

Trump ha inviato un messaggio chiaro, facendo della convention repubblicana pure un palcoscenico per attori politici pro life. La presenza di suor Dede Byrne all’appuntamento pre-elettorale del Gop, con un discorso centrato su come Trump da presidente abbia davvero tutelato i cattolici americani, ha destato scalpore. Sembra che The Donald, anche in funzione della turnata di novembre, voglia sfruttare la polarizzazione delle opinioni, provando a pesuadere i cattolici di essere il loro unico paladino. La “maggioranza silenziosa”, che è composta anche da fedeli, può essere convinta, sfruttando il “fattore coerenza”.

La Santa Sede, che forse ha fiutato l’aria, ha in qualche modo replicato alla mossa di The Donald per il tramite di un’intervista rilasciata a Crux da monsignor Vincenzo Paglia,
ecclesiastico progressista e presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Paglia, in ottica di “schieramenti vaticani”, è considerato un bergogliano doc. Il monsignore italiano, in buona sostanza, ha dichiarato che le posizioni dei politici in bioetica non devono essere strumentalizzate per fini elettorali. Gli “argomenti bioetici” – ha fatto intendere Paglia – non deve essere “indirizzata” verso “strategie ideologiche”. Il che, tradotto, potrebbe suonare più o meno così: non si deve politicamente stigmatizzare Joe Biden in quanto abortista. Un bell’assist servito tra i piedi del candidato alla presidenza dei Dem.

La Chiesa cattolica vive così un cortocircuito piuttosto palese, dove l’anti-trumpismo può addirittura declinarsi in simpatie verso un candidato abortista.
Ma la sensazione che permane è quella di uno scollamento tra la base dei fedeli – base convintamente trumpiana – e le alte sfere ecclesiastiche, che sembrano propendere per la speranza in un’affermazione di Joe Biden. Altri argomenti, in specie relativi ai migranti, potrebbero essere sollevati nel corso dei mesi che separano gli americani dalle urne. La Chiesa avrà insomma ulteriori occasioni di dire la sua, ma per ora sembra che il cattolicesimo democratico propagandato da Biden sia per lo più in grado di convincere, quantomeno tra i cattolici, soltanto i sacri palazzi o quasi.

Francesco Boezi 30 AGOSTO 2020
Tratto da INSIDEOVER
Foto LAPRESSE

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