lunedì 6 dicembre 2021

“PER AMORE DEL MIO POPOLO". LETTERA DI MONS. DOUGLAS REGATTIERI VESCOVO DI CESENA ALLA COMUNITÀ DIOCESANA

Monsignor Regattieri interviene su vaccini Ddl Zan, denatalità e armi. 

L'appello accorato della Chiesa è rivolto a tutti

(OMISSIS)

Dopo gli interventi del Santo Padre, della Conferenza Episcopale Italiana, del nostro settimanale diocesano, sollecitato da diversi fratelli e sorelle, sento il dovere di dire una parola chiara su alcuni temi che in questi giorni sono assurti alle cronache e che vorrei porre all’attenzione della comunità diocesana. Sono temi importanti che – benché molto diversi tra di loro – tuttavia fanno tutti riferimento al dono della vita, alla dignità della persona e della famiglia. Sento il bisogno di parlare per esprimere l’amore che anch’io nutro per il mio popolo, affidato alle mie cure pastorali, pensando così di assolvere al compito di essere come la sentinella (cfr. Is 21, 6.8).

La dignità della persona e della famiglia

Mons. Douglas Regattieri 

Il primo tema su cui desidero intervenire si riferisce al disegno di legge sulla omotransfobia in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere (il cosiddetto ddl Zan), in discussione in questi giorni al Senato, dopo aver ricevuto l’approvazione della Camera.

Non si tratta solo di opporsi alla violenza nei confronti delle persone in ragione del loro orientamento sessuale: questo già è previsto dalla Costituzione (vedi art. 3 e Codice penale). Il testo va oltre e induce a ritenere che il solo pensare ed esprimersi diversamente rispetto alle definizioni contenute nel disegno di legge potrebbero apparire come una istigazione e una discriminazione, quindi possano esporre all’accusa di omotransfobia.

Nella definizione dei termini pare ci sia, inoltre, una pericolosa sovrapposizione della dimensione soggettiva con quella oggettiva. Questo è evidente soprattutto quando il ddl definisce l’identità di genere: cioè, «identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrisponde al sesso, indipendentemente dall’aver concluso il percorso di transizione»[6]. Si chiedeva sulle pagine di «Avvenire» Francesca Izzo: «È progresso consentire di dichiararsi donna o uomo in base alla propria percezione soggettiva annullando il sesso? O è progresso agire perché donne e uomini, i due sessi che costituiscono l’umanità, siano riconosciuti entrambi pari e liberi?»[7].

L’espressione ‘identità di genere’ mira chiaramente ad annullare la differenza, il dualismo uomo-donna, a vantaggio di un’autopercezione individuale, tesa a cancellare la differenza sessuale, a creare una confusione antropologica che confonde e sicuramente lede il principio di condivisione, reciprocità uomo-donna, su cui si fondano la famiglia e l’educazione. Anche solo a partire da queste poche osservazioni sul ddl Zan non possiamo esprimere che forti perplessità e dubbi.

Noi ci richiamiamo piuttosto a quanto la Dottrina della Chiesa espone con chiarezza a proposito di questi temi. Mi limito a tre citazioni: «Ogni genere di discriminazione circa i diritti fondamentali della persona, sia in campo sociale che culturale, in ragione del sesso, della razza, del colore, della condizione sociale, della lingua o della religione, deve essere superato ed eliminato, come contrario al disegno di Dio»[8]. «Spetta a ciascuno, uomo o donna, riconoscere e accettare la propria identità sessuale. La differenza e la complementarità fisiche, morali e spirituali sono orientate ai beni del matrimonio e allo sviluppo della vita familiare. L'armonia della coppia e della società dipende in parte dal modo in cui si vivono tra i sessi la complementarità, il bisogno vicendevole e il reciproco aiuto»[9]. «La Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati»[10].

[8] Gaudium et spes, n. 29.

[9] Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2333.

[10] Ivi, n. 2357.

La lettera pastorale è del 21 maggio 2021

qui la lettera pastorale

https://www.corrierecesenate.it/Diocesi/Per-amore-del-mio-popolo-.-Lettera-del-vescovo-alla-comunita-diocesana

 

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