domenica 26 gennaio 2014

MIRACOLO AL NAZARENO?

Quello che è nato con la direzione del 20 dicembre, non è il nuovo PD di Matteo Renzi; piuttosto sarebbe più corretto dire, che è nato finalmente il Partito Democratico. In questi anni, ci hanno provato in molti ma nessuno è riuscito nell’intento, perché per costruire un grande partito ci voleva finalmente uno che non avesse complessi di inferiorità o di colpa nei confronti di nessuno. Perchè per scrivere una storia nuova, sono indispensabili uomini nuovi.
Finalmente, le porte del Nazareno hanno visto un po’ di coraggio entrare dalle finestre !
In questi anni, il PD si è trastullato all’ombra del Quirinale, delle caste dei giudici e dell’antiberlusconismo fine a se stesso, è stato un partito immobile, una specie di serraglio fatto di urlatori improvvisati, di giustizialisti della domenica, di privilegiati  di stato, di assistenzialisti, di sindacalisti bigotti  conservatori e immaturi.
Improvvisamente  tutto sembra cambiato, il partito dei conservatori, delle rendite di posizione, dell’aristocrazia burocratica, delle caste, e del complesso di inferiorità, soprattutto nei confronti di Grillo, è diventato il partito del coraggio e della sfrontatezza.
Renzi è convinto di  aver saputo dettare l’agenda politica a tutti, persino a Berlusconi, senza subirla. Un vero miracolo. Ma attenzione, occorre per prima cosa sconfiggere i conservatori che sono rimasti sparsi nel partito, in tutte le correnti e in tutte le arie politiche, soprattutto  fra chi oggi si definisce renziano, magari convertito la notte prima delle elezioni.
Sono quei conservatori, vecchi ma anche giovani, veterocomunisti e veterodemocristiani, che nascondendosi dietro slogan come la superiorità morale, hanno snobbato il nostro popolo, hanno bloccato ogni progetto di riforma civile, economica, sociale,  hanno consegnato la sinistra italiana (e l’Italia) a vent’anni di sconfitte non soltanto politiche ma soprattutto culturali.
Ma caro Matteo, occorre non soltanto essere bravo, occorre essere molto esigenti, stare  coi piedi per terra: per rottamare una volta per tutte chi ha paura di decidere, chi sguazza nei compromessi, negli inciuci, nella politica della conservazione dello status quo, occorre qualcosa di più dello spirito guascone e di quell’aggressività che rende simpatici: occorre anche essere democratici


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