lunedì 24 agosto 2015

TU QUOQUE MOGAVERO?

"SOLO UNO CHE NON E' PURO 
HA PAURA A CHIAMARE LE COSE CON IL LORO NOME"
(Padre Turoldo)

“Non c’è alcun pericolo rispetto alla nostra identità di fede. L’Islam non vuole cancellare le radici cristiane in Occidente”. Così diceva alla Stampa il Vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero.

Poche ore dopo la sua rassicurazione dal suo buen retiro siculo, dove le case dei cristiani non sono marcate con la “N” di Nazareno, i tagliagole islamici hanno raso al suolo il monastero di Mar Ellian, costruito nel 500 d.C., disperso le ossa del Santo e sequestrato un centinaio di cristiani, uomini e donne, la cui sorte è drammatica. Sant’Elian poi  era un giovane medico originario di Homs (Siria) ucciso nel 284 per il rifiuto di rinunciare alla fede cristiana.

Mentre dal vicino oriente i cristiani e i vescovi locali supplicano l’occidente di muoversi, da noi troppe anime belle filosofeggiano foderando orecchie e croci pettorali, negando pulizie etniche e religiose e sostenendo l’insostenibile mantra del dialogo a tutti i costi e dell’islam buono. 

Un altro bel filosofo, come il Vescovo di Vittorio Veneto, trova il tempo di vietare agli Alpini la loro sacrosanta preghiera, iscrivendosi al registro di quei pacifisti sempre pronti a chinare il capo anche quando la guerra è legittima, facendo comprendere che oggi le nostre libertà (religiosa soprattutto) ci interessano meno della pace, a qualsiasi prezzo possa essere imposta.

Questi Vescovi collaborano attivamente ad un progetto che sta distruggendo i valori spirituali e culturali dell’Europa, e della cultura cristiana che l’ha generata. 

I cristiani d’oriente sono il capro espiatorio della nostra debolezza di oggi, ma il loro destino nel lungo periodo è anche il nostro.

Non chiediamoci allora per ci suona la campana del monastero di Mar Ellian, perché suona per noi.

Nessun commento:

Posta un commento