lunedì 17 febbraio 2014

ATTACCO A COSTANZA MIRIANO

Il consiglio comunale della città di Granada ha aperto un procedimento penale a suo carico. Ma che cosa c'è scritto di tanto grave in Sposati e si sottomessa (Casate y sé sumisa in spagnolo) di Costanza Miriano? Il titolo richiama una frase di San Paolo, che invitava le mogli a mettersi al servizio dei mariti, ai quali l'apostolo chiede di amare le donne come Cristo ama la Chiesa. Eppure, oltre alla mozione comunale, è arrivata anche quella del governo e del parlamento: Ana Mato, ministro delle Pari opportunità, appartenente al Partito Popolare, ha chiesto di vietare il commercio dei volumi, mentre il Ppe, Izquierda Unida e Psoe si sono trovati tutti d'accordo nel votare un'altra mozione che chiede alla procura di procedere sia contro Miriano sia contro la casa editrice.

Miriano, di cosa siete accusati?

Di istigazione alla violenza sulle donne. E sa perché? C'è un passaggio che ha fatto imbestialire le femministe che hanno protestato contro il mio libro, quello in cui dico: «Quando tuo marito ti parla, ascoltalo come se fosse Dio». Uno scandalo! Ma per una donna cattolica la strada alla conoscenza dell'amore di Dio passa proprio da qui, dall'obbedienza "scandalosa" a un altro essere umano che il sacramento trasforma nella strada verso il compimento di sé.


A questo punto ogni cattolico che segue la Chiesa e san Paolo dovrebbe essere indagato.
Infatti mi hanno presa di mira anche perché il mio libro è stato pubblicato dalla casa editrice della diocesi di Granada, guidata da un uomo libero, che non ha mai avuto paura di dire le verità difese dalla Chiesa, anche quando impopolari. Parlo del vescovo  Francisco Javier Martínez Fernández.

La stampa iberica lo attaccò a causa delle sue parole sull'aborto
E da quel momento è nel mirino delle femministe, le stesse che mi accusano. Martínez disse semplicemente che la violenza più grande sulle donne era l'aborto. Ma le sue parole furono manipolate: i media riportarono che, secondo lui, la madre che uccideva suo figlio non doveva lamentarsi se poi gli uomini la violentavano. Peccato che il vescovo non ha mai detto nulla di tutto ciò. Fatto sta che il 13 dicembre hanno cominciato a chiamarmi circa 15 giornalisti al giorno chiedendomi se, parlando di sottomissione, ero d'accordo con Martínez.

E lei come risponde?
Che sottomettersi significa lasciarsi portare dal nostro uomo, accettando di obbedire perché si sa che conviene. Nel libro racconto di come mio marito con le sue parole e consigli mi aiuta a vivere e ad amare me stessa. Invito poi le donne a contraccambiare, ad amare, a farsi belle e accoglienti per "tirare fuori" il meglio da chi sta loro intorno. Per far alzare il marito dal divano, come dico io. E come accadeva nell'amore cortese: la donna si faceva così accogliente e così attraente che l'uomo era disposto a tutto per lei.

Funziona davvero?
Ho ricevuto moltissime lettere di ringraziamento per aver semplicemente consigliato di vivere come insegna la Chiesa cattolica. Molte donne mi hanno confessato che, seguendo il consiglio, il rapporto con i loro coniugi è rinato: la moglie che si sottomette, non come uno zerbino ma tramite un atto di accoglienza volontaria, attrae il marito vincendo il suo egoismo. Il matrimonio cristiano è un cammino di conversione in cui la donna impara a obbedire all'amore e l'uomo a uscire dal suo egoismo.

Ma ora è indagata. Cosa rischia?
Di sicuro non possono arrestarmi finché resto in Italia. Non so cosa accederebbe se volassi in Spagna. Per precauzione, anche se mi hanno chiamata a parlare in diverse trasmissioni, ho rifiutato, ma solo perché ho figli. Ero quasi tentata di dire: «Bene, mi accusate perché parlo di una donna che si fa accogliente, che obbedisce a colui che la ama e perché penso che la moglie sia la colonna portante della famiglia? Mi accusate per un'opinione che non offende nessuno? Beh, allora mettetemi dentro così si vede chi è il violento». Ma mio marito mi avrebbe fermata.

Sembra che ormai tutto venga interpretato al contrario di ciò che è. Come mai?
Ormai la visione contemporanea è atea. Ci si sposa pensando che per stare insieme occorra organizzarsi, stabilendo ruoli e regole. Al contrario, il cristianesimo insegna che ci si unisce in matrimonio sapendo di essere dei poveracci che hanno bisogno della diversità dell'altro per completarsi. Il matrimonio cristiano è un cammino di conversione. Uno può anche non essere d'accordo e lo capisco: se pensi di essere già perfetto e di non aver bisogno, perché dovresti obbedire? Perché dovresti sacrificarti? Però non capisco la denuncia a mio carico, solo per il fatto di aver scritto ciò in cui credo senza offendere né attaccare nessuno. Piuttosto le femministe dovrebbero indignarsi per i libri che parlano della sottomissione erotica della donna. Ma in Spagna il progressismo è avanzato e la legge prevede anche questo.

In Italia il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha dichiarato che «il ruolo materno e paterno tradizionali ormai si alternano» e che «la famiglia ideale in questo momento non esiste, forse non è mai esistita. Bisogna stare molto attenti a enfatizzare la struttura familiare ideale». Cosa ne pensa?
Che il ruolo è dato dalla specificità dell'uomo e della donna: due universi opposti che si completano. Che non esiste la famiglia ideale del Mulino Bianco, ma che ce n'è solo una. La famiglia formata da un uomo e una donna è il progetto di Dio, perché solo in essa si impara ad accettare la diversità, ad accogliere e amare. Nella famiglia noi guariamo dall'egoismo che affligge ogni essere umano, essendo il luogo dove non si vince sugli altri ma insieme, dove si è portati senza tornaconto, dove si vive la gratuità. Capisco che per chi non vuole dipendere la famiglia è un nemico, anche se pensando così rimane schiavo di se stesso. Ma nella famiglia composta da esseri umani consapevoli di essere difettosi e bisognosi l'obbedienza anziché ostacolo diventa sostegno al cammino verso la felicità.


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