LEONARDO LUGARESI |
Qua nel belpaese fino all'altro giorno ci si baloccava con il “virus del
razzismo”, il “contagio della paura” ed altre acutezze del genere.

Ecco, il Sars-CoV-2 non è una metafora. Non è un “virus” come quello del
computer, non è un “virus” come quello del razzismo. È un virus.
Vittorio Alfieri (che Dio lo perdoni) sosteneva che «dire altamente alte
cose è un farle in gran parte». Molti oggigiorno ne paiono convinti. Ammesso e
non concesso che le cose che dicono siano effettivamente alte e che le dicano
altamente, bisogna avvertirli che quella di Alfieri era una cazzata.
Bisogna che le parole siano giuste, cioè bisogna aver cura del loro
rapporto con la realtà che denominano, e bisogna che alle giuste parole corrispondano
delle azioni conseguenti.
Quello che è cominciato per tutti noi è, forse, un (doloroso) bagno di
realtà.
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