giovedì 17 novembre 2022

IL CAMMINO SINODALE

 

"UNA CHIESA CATTOLICA, NON PROTESTANTE"

Il Papa ha già annunciato che il Sinodo sulla sinodalità terminerà nel 2024 e non nel 2023. Un anno in più per far decantare le proposte più "spinte" e le risposte più "rigide". Insomma, dodici mesi in più per cercare di far quadrare le cose e di creare (per quanto possibile) una comunione tra i vescovi che poi dovranno applicare le deliberazioni sinodali. Operazione tutt'altro che semplice.
 


Intanto, perché non tutti hanno compreso bene qual è il fine del Sinodo (argomento emerso non solo nei conciliaboli episcopali ma anche in vari interventi del Popolo di Dio chiamato a esprimere le proprie attese sul processo in corso), in secondo luogo perché non pochi hanno espresso dubbi (eufemismo) sul continuo ricorso al termine "sinodalità", quasi fosse uno slogan vuoto da sbandierare sui media e in riunioni per addetti ai lavori. Alla riunione cardinalizia che ha seguito il concistoro di fine agosto, alcuni porporati – per lo più provenienti dall'oriente – hanno sottolineato che (citazione semitestuale) "la sinodalità è una cosa seria" e "dire che tutto è sinodalità non va bene".
 
A creare qualche grattacapo al Papa è, come noto, il Cammino sinodale tedesco, che punta a rivoluzionare la Chiesa e che – per dirla con il cardinale Walter Kasper – dà l'idea a volte di essere "poco cattolico". Francesco la pensa allo stesso modo, se si presta attenzione a quanto ha detto di ritorno dal viaggio in Bahrein:
 "Io ai cattolici tedeschi dico: la Germania ha una grande e bella Chiesa evangelica; io non ne vorrei un’altra, che non sarà (mai) tanto buona come quella; ma la voglio cattolica, alla cattolica, in fratellanza con la evangelica. Alle volte si perde il senso religioso del popolo, del Santo popolo fedele di Dio, e cadiamo nelle discussioni eticiste, nelle discussioni di congiuntura, nelle discussioni che sono conseguenze teologiche, ma non sono il nocciolo della teologia. Cosa pensa il Santo popolo fedele di Dio? Come sente il Santo popolo di Dio? Andare lì a cercare come sente, quella religiosità semplice, che tu la trovi nei nonni. Non dico di tornare indietro, no; ma alla fonte di ispirazione nelle radici" (...) "Adesso ci mettiamo in discussioni etiche, in discussioni congiunturalistiche, ma la radice della religione è lo schiaffo che ti dà il Vangelo, l’incontro con Gesù Cristo vivo: e da lì le conseguenze, tutte; da lì il coraggio apostolico, da lì andare alle periferie, anche alle periferie morali della gente per aiutare; ma dall’incontro con Gesù Cristo. Se non c’è l’incontro con Gesù Cristo ci sarà un eticismo travestito da cristianesimo".

Il vescovo olandese abbandona il Sinodo
 
Il vescovo ausiliare di ‘s-Hertogenbosch, mons. Robert Mutsaerts, ha fatto sapere che lui col Sinodo sulla sinodalità ha chiuso. L'ha dichiarato con un lungo post pubblicato sul suo blog: "Il processo sinodale finora sembra un esperimento sociologico e ha poco a che fare con lo Spirito Santo. E' quasi blasfemo. Ciò che sta diventando sempre più chiaro è che il processo sinodale servirà a cambiare alcune posizioni della Chiesa.(...) Ciò che si vede principalmente dalle consultazioni è una fede evaporata, che non è più praticata e che non accetta i punti di vista della Chiesa. Le persone si lamentano che la Chiesa non accetta le loro opinioni. Non è del tutto vero, tra l'altro. I vescovi fiamminghi e tedeschi fanno molta strada con loro, il che in realtà è ancora più tragico. La gente non vuole più chiamare peccato il peccato. Quindi il pentimento non è più discusso".
 

"La missione della Chiesa è proclamare la Verità"

Ha detto ancora mons. Mutsaerts: "I contorni del processo sinodale si fanno sempre più chiari. Questo fornisce un megafono per punti di vista secolari. Il documento sembra suggerire di redigere un elenco di lamentele e poi discuterne. La missione della Chiesa è un'altra. Non è quella di esaminare tutte le opinioni e poi mettersi d'accordo. Gesù ci ha comandato un'altra cosa: proclamare la verità; è la verità che ti renderà libero".

MATTEO MATZUZZI

DA  NEWMANN/IL FOGLIO N.29 17/11/2022

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