Il trionfo del
realismo.

Trump ha trovato uno
stato delle relazioni internazionali dominato dall’anarchica e ne ha preso atto.
Per Hobbes lo status delle relazioni internazionali è proprio l’anarchia, lo
stato di natura. Morgenthau, nel 1961, in Politics among Nations,
scrisse che Hobbes era immorale e l’Onu poteva cambiare il mondo, ma aggiunse
che, quando è in gioco l’interesse nazionale, questo ha il sopravvento sui
“valori universali”. Pare abbia vinto l’inglesaccio, per il quale la prima
regola degli essere umani è il proprio interesse. Dopo tanto idealismo, forse
occorre un po’ di self-interest.
Si azzera Yalta e si torna a Vestfalia
Cosa sta accadendo nel
mondo, quale sarà il nuovo ordine internazionale? Ci sarà una
nuova Yalta tra Trump, Putin e Xi? La situazione oggi è molto diversa da quella
del 1945, casomai è il reset di Yalta. Allora nascevano due grandi imperi gonfi
di ideologia, quello americano e quello russo sovietico, presenti con truppe o
basi militari in ogni continente, oggi l’America di Trump non crede più sia nel
proprio interesse l’ordine internazionale del secondo dopoguerra.
Per questo Trump ha eliminato i trattati di libero scambio con
l’Europa e il Pacifico, si è ritirato dal Trattato di Parigi sul clima, da
quello sull’immigrazione delle Nazioni Unite. Ha dichiarato obsoleta la Nato e
ai vari G7 e G20 ha mostrato di preferire gli incontri bilaterali con Putin e
Xi Jinping.
L’America di Trump vuole rapporti bilaterali con gli Stati e non
vuole più "esportare la democrazia", imporre agli altri popoli i
propri valori e il proprio way
of life.
L’America non si ritira dal mondo, tutt’altro: è America First. Azzera
Yalta e torna Vestfalia, che istituì il principio di sovranità degli
Stati. In questo senso Trump è sovranista. Come Putin, King Donald, vive in un altro mondo, come disse a Obama la Merkel del
nuovo zar della Russia.
TRATTO DA LIST
TRATTO DA LIST
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