sabato 23 ottobre 2021

IN MORTE DI UN AMICO, CON LE PAROLE DI BENEDETTO XVI

 di Antonio Socci

Quando muore un amico carissimo, come Luigi Amicone, con cui hai condiviso la vita, gli ideali, l’impegno e soprattutto il senso dell’esistenza resti attonito, ammutolito, pensi a lui, alla sua famiglia, ai tanti amici e ai tanti ricordi, a tutte le cose che avremmo voluto fare ancora…

Se poi questo dolore si rinnova nel giro di pochissimo tempo per la morte di altri amici carissimi non trovi più le parole. Sembra che Dio stia chiedendo ai suoi in questo momento storico un sacrificio totale…

Allora ho riletto queste parole, quelle che papa Benedetto XVI disse ai funerali di Manuela Camagni, una delle Memores Domini che faceva parte della sua casa, che improvvisamente morì per un incidente.(24/11/2010)

Io la ricordo con affetto infinito perché fu proprio lei che il 12 settembre 2009 parlò al papa di quello che stava accadendo, in quelle ore tragiche, alla mia Caterina…

Le parole che papa Benedetto ha detto per Manuela sono così consolanti:

(…) “Il distacco da lei, così improvviso, e anche il modo in cui ci è stata tolta, ci hanno dato un grande dolore, che solo la fede può consolare.

Molto sostegno trovo nel pensare alle parole che sono il nome della sua comunità: Memores Domini. Meditando su queste parole, sul loro significato, trovo un senso di pace, perché esse richiamano ad una relazione profonda che è più forte della morte. Memores Domini vuol dire: “che ricordano il Signore”, cioè persone che vivono nella memoria di Dio e di Gesù, e in questa memoria quotidiana, piena di fede e d’amore, trovano il senso di ogni cosa, delle piccole azioni come delle grandi scelte, del lavoro, dello studio, della fraternità.

La memoria del Signore riempie il cuore di una gioia profonda, come dice un antico inno della Chiesa: “Jesu dulcis memoria, dans vera cordis gaudia” [Gesù dolce memoria, che dà la vera gioia del cuore].

Ecco, per questo mi dà pace pensare che Manuela è una Memor Domini, una persona che vive nella memoria del Signore. Questa relazione con Lui è più profonda dell’abisso della morte. E’ un legame che nulla e nessuno può spezzare, come dice san Paolo: “[Nulla] potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,39).

Sì, se noi ricordiamo il Signore, è perché Lui, prima ancora, si ricorda di noi. Noi siamo memores Domini perché Lui è Memor nostri, ci ricorda con l’amore di un Genitore, di un Fratello, di un Amico, anche nel momento della morte. Sebbene a volte possa sembrare che in quel momento Lui sia assente, che si dimentichi di noi, in realtà noi siamo sempre presenti a Lui, siamo nel suo cuore. Ovunque possiamo cadere, cadiamo nelle sue mani. Proprio là, dove nessuno può accompagnarci, ci aspetta Dio: la nostra Vita.”

Sappiamo che lì, dov’è Gesù, ritroveremo tutti i nostri amici e sarà una grande festa, senza fine e senza più il dolore e la morte…

Antonio Socci

Nota: Manuela Camagni, nata a San Piero in Bagno (FC) era residente a Cesena, ed conosceva bene l’esperienza del Crocevia.

https://benedettoxviblog.wordpress.com/2017/02/10/b16-e-entrata-nella-festa-del-signore-come-vergine-prudente-e-saggia-perche-era-vissuta-non-nella-superficialita-di-quanti-dimenticano-la-grandezza-della-nostra-vocazione-ma-nella-grande-visione-d/

 

 

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