sabato 10 marzo 2012

L'AMERICA DI OBAMA, OVVERO DELLA LIBERTA' PERDUTA


TIM DOLAN NEO CARDINALE DI NEW YORK
Anche nella patria del diritto e
della democrazia la libertà di
coscienza è in pericolo.
È l'accusa senza precedenti
che i vescovi scagliano contro il
presidente degli Stati Uniti.

Ecco la lettera confidenziale in cui
spiegano perché

"FINO A CHE LA LIBERTÀ RELIGIOSA SARÀ RIPRISTINATA..."

22 febbraio 2012

Cari fratelli vescovi,

da quando vi abbiamo scritto riguardo ai seri tentativi che stiamo compiendo assieme per difendere la libertà religiosa nel nostro amato paese, molti di voi ci hanno chiesto di scrivere ancora, per aggiornarvi sulla situazione e per chiedere nuovamente l'aiuto di tutti i fedeli in quest'opera così importante. Siamo lieti di farlo ora.

Anzitutto, vogliamo esprimere il nostro accorato apprezzamento a voi e a tutti i nostri sorelle e fratelli in Cristo, per la notevolissima testimonianza della nostra unità nella fede e forza di convinzione, in questi mesi passati. Abbiamo fatto udire le nostre voci e non smetteremo di farlo fino a che la libertà religiosa sarà ripristinata.

Come sappiamo, il 20 gennaio il Dipartimento della salute e dei servizi umani annunciò la decisione di stabilire delle regole definitive che avrebbero praticamente costretto tutti i datori di lavoro, incluse molte istituzioni religiose, a pagare per farmaci abortivi, sterilizzazioni e contraccezione. Le regole non avrebbero fornito alcuna protezione per le nostre maggiori istituzioni – come opere caritative cattoliche, ospedali, università – o per il singolo fedele in gioco. Le regole hanno colpito il cuore del nostro fondamentale diritto alla libertà religiosa, che riguarda la nostra capacità di servire quelli che sono al di fuori della nostra comunità di fede.

Dal 20 gennaio, la reazione è stata immediata e incessante. Ci siamo messi assieme, con persone di ogni credo e opinione politica, per fare una sola cosa di lampante chiarezza: stare uniti contro ogni tentativo di negare o indebolire quel diritto alla libertà religiosa sul quale il nostro paese è stato fondato.

Il 10 febbraio, venerdì, l'Amministrazione ha emesso le regole definitive. Letteralmente, le regole sono state riconfermate "senza modifiche". L'obbligo a fornire le prestazioni illecite rimane. L'estremamente ristretta esenzione per le chiese rimane. Nonostante le proteste, tutte le minacce alla libertà religiosa poste dalle regole iniziali rimangono.

La libertà religiosa è un diritto fondamentale di tutti. Questo diritto non dipende dalla decisione di un governo di concederlo: è dato da Dio e le società giuste lo riconoscono e lo rispettano nel suo libero esercizio. Il libero esercizio della religione si estende molto al di là della libertà di culto. Vieta anche al governo di costringere persone o gruppi a violare le loro più profonde convinzioni religiose e di interferire negli affari interni delle organizzazioni religiose.

Recenti atti dell'Amministrazione hanno tentato di ridurre questo libero esercizio a un "privilegio" arbitrariamente concesso dal governo, come una semplice esenzione da un'onnicomprensiva, estrema forma di secolarismo. L'esenzione è troppo minuziosamente delimitata, poiché non esenta la maggior parte dei datori di lavoro religiosi non-profit, gli assicuratori affiliati a enti religiosi, i datori di lavoro assicurati per conto proprio, o altre imprese private possedute e gestite da persone che giustamente rifiutano di pagare per farmaci abortivi, sterilizzazione e contraccezione. E poiché è istituita solo da un capriccio dell'esecutivo, anche questa eccessivamente ristretta esenzione può essere tolta via facilmente.

Negli Stati Uniti, la libertà religiosa non dipende dalla benevolenza di chi ci governa. È la nostra "libertà prima" e il rispetto di essa deve essere largo e inclusivo, non stretto ed esclusivo. I cattolici e le altre persone di fede e di buona volontà non sono cittadini di seconda classe. E non spetta al governo decidere quale dei nostri ministeri è "abbastanza religioso" per giustificare la protezione della libertà religiosa.

Questo non riguarda solo la contraccezione, i farmaci abortivi e la sterilizzazione, sebbene tutti debbano riconoscere le ingiustizie implicate nell'includerli in un programma di protezione sanitaria obbligatorio per tutti. Non c'entra con i repubblicani o i democratici, i conservatori o i "liberal". Riguarda le persone di fede. È per prima cosa una questione di libertà religiosa per tutti. Se il governo può, per esempio, dire ai cattolici che essi non possono agire in campo assicurativo senza violare le loro convinzioni religiose, dove si va a finire? Ciò viola i limiti costituzionali posti al nostro governo e i diritti basilari sui quali il nostro paese è stato fondato.

Molto rimane da fare. Non possiamo star fermi, di fronte a una minaccia così grave alla libertà religiosa per la quale i nostri padri hanno combattuto. In questo momento della storia dobbiamo lavorare con impegno per difendere la libertà religiosa e per rimuovere tutte le minacce alla pratica della nostra fede sulla pubblica piazza. Questo è il nostro patrimonio come americani. Il presidente Obama deve ritirare le norme, o almeno provvedere misure consistenti ed efficaci per proteggere la libertà religiosa e la coscienza.

Soprattutto, cari fratelli, facciamo affidamento sull'aiuto del Signore in questa importante battaglia. Abbiamo tutti il dovere di agire, ora, contattando i nostri legislatori a sostegno della legge per il rispetto dei diritti di coscienza, che può essere sostenuta tramite il nostro appello in www.usccb.org/conscience

Vi invitiamo a partecipare i contenuti di questa lettera ai fedeli della vostra diocesi, nelle forme o con i mezzi che riterrete più efficaci. Continuiamo a pregare per uno rapido e pieno superamento di questa e di tutte le minacce alla libertà religiosa e alla pratica della nostra fede nel nostro grande paese.

Timothy Cardinale Dolan
Arcivescovo di New York
Presidente della conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti

William E. Lori
Vescovo di Bridgeport
Presidente del comitato "ad hoc" per la libertà religiosa

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