16 Dicembre 2013
"C’è uno sguardo carico di ideologia sulla famiglia. Tutto ciò che
viene detto dalla Chiesa viene visto come ingerenza. Non c'è bisogno di essere
cattolici per difendere la famiglia. Quando non si coglie il fatto storico di
un milione di persone in piazza per il Family Day, si commette un errore
gravissimo". Chi l’ha detto? No, non Giovanardi o la Roccella, bensì Matteo Renzi, allora presidente
della provincia di Firenze, presentando il libro di papa Ratzinger su Gesù,
insieme a Giuliano Ferrara.

La stampa italiana sembra imbambolata di fronte a questo brillante
giovanotto che spara battute con piglio da mattatore del palcoscenico, facendo
da contraltare a un attore consumato come Grillo. I contenuti, in questo contesto,
sono secondari, e nessuno chiederà spiegazioni al sindaco di Firenze per i suoi
voltafaccia.
Dichiara che vuole "uccidere i retroscenisti parlando il linguaggio
della franchezza" ma a volte conta di più quello che si tace, per calcolo
opportunistico. Renzi si scaglia in apparenza contro Grillo, ma in realtà vuole far fuori i moderati, il
suo obiettivo vero siamo noi del Nuovo centrodestra, e per questo punta sulle
unioni civili e su qualunque tema che possa incrinare la maggioranza di
governo.
Renzi vuole come avversari Grillo e Berlusconi, meglio ancora Verdini
(ottimo per eventuali accordi sulla legge elettorale: è dalla Toscana che è
nato il modello Porcellum) e non Alfano. Per fare questo si può anche dire il
contrario di quello che si è solennemente affermato qualche anno fa: tanto se
qualcuno chiede spiegazioni, basta liquidarlo con una battuta.
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