sabato 4 ottobre 2014

PERCHE’ CI INTERESSA FERGUSON?

Dopo più di un mese passato vicino a Saint Louis (Missouri) riprendo la pubblicazione del blog con un documento della comunità di Comunione e Liberazione di Saint Louis, sugli eventi accaduti a Ferguson  nell'agosto scorso, e sui disordini che continuano anche oggi.

LA DOMANDA (DIFFICILE) E’: 
PERCHE’ CI INTERESSA  FERGUSON?

St. Louis : Gateway Arch
L’esposizione mediatica nazionale ed internazionale dei recenti eventi di Ferguson ha creato grande attenzione e dibattiti a casa, sul posto di lavoro, e per strada.

Vediamo la tragica morte di un giovane e la perdita vissuta dalla sua famiglia. Vediamo un ufficiale che ha dedicato la sua vita al servizio pubblico. Vediamo la violenza e l’indignazione di una comunità e di coloro che promuovono la pace. Vediamo un conflitto tra popoli che non è ancora stato risolto da generazioni. 
Ferguson ci porta ad un incrocio tra due storie, una che finisce in tragedia e l’altra che porta un’incredibile responsabilità e pressione. Vediamo le circostanze sfortunate di questo incontro e non possiamo negare l’influenza di una lunga, triste parte della storia del nostro paese.

Perché ci interessa il tumulto di Ferguson? Perché ci impone di affrontare le ferite nella nostra comunità. Il fatto è un colpo al nostro desiderio di giustizia, sicurezza, e vera comunità. I media hanno valutato le circostanze alla luce dei temi razziali e di giustizia. Noi ci uniamo a loro nella ricerca di spiegazioni, fatti e responsabili. 

Vogliamo soluzioni che prevengano il riaccendersi di queste tensioni. 
Tuttavia, anche se le dinamiche degli eventi fossero spiegate nel dettaglio, possiamo ritornare dove eravamo prima di questo fatto? Non finchè non compiremo il desiderio di felicità che è parte della nostra struttura di essere umani. Attraverso la commozione che circonda questi eventi si rivela un bisogno umano più profondo, che si sviluppa nel desiderio di capire e affrontare questo bisogno esistenziale dentro noi stessi.

I fatti di Ferguson servono da segnale per una svolta che coincide con il 250esimo anniversario della città di St. Louis. Papa Giovanni Paolo II ci esortò durante la sua visita nel 1999, “se volete la pace, lavorate per la giustizia. Se volete la giustizia, difendete la vita. Se volete la vita, abbracciate la verità – la verità rivelata da Dio”. Negli ultimi giorni, vediamo la decisione comune di affrontare il razzismo strutturale nella città di Ferguson e nelle sue istituzioni, così come la necessità notevole di affrontare il razzismo in altre città americane e nei media.

Vediamo una nuova opportunità di riconoscere l’umanità condivisa con coloro che esistono nelle nostre comunità, che va oltre la razza. Abbiamo bisogno di riscoprire l’esperienza del fatto che l’altro non è una minaccia, ma una promessa per la realizzazione della nostra persona. La dignità della persona umana fiorisce all’interno del contesto della comunità, che è un riflesso della nostra natura fatta ad immagine e somiglianza di Dio. 
Vediamo speranza di un futuro migliore per St. Louis? La risposta a questa domanda dipende dalla nostra capacità di delineare quel cammino.

Nel viaggio della vita, abbiamo bisogno di essere accompagnati da qualcuno la cui presenza ci fa sentire amati e sicuri. La Chiesa Cattolica, alla quale apparteniamo, ci dice che quella presenza è Gesù Cristo. 

Dalla nostra esperienza possiamo dire che dove Lui è presente, attraverso la testimonianza di coloro che lo seguono, fiorisce una nuova civiltà. 
Questo l’abbiamo visto in prima persona durante le nostre visite mensili ai Missionari della Carità. Loro portano la testimonianza della Sua presenza, mentre si occupano dei bisogni materiali, psicologici e spirituali dei poveri tra i poveri di St. Louis. Lui è il fondamento della nostra speranza e di un futuro migliore per ognuno.

Ferguson è una cittadina nella Contea Nord, 13 miglia e circa 20 minuti da st. Louis, Missouri.

Comunità di CL di St. Louis

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