
Intervista di Gian Guido Vecchi.
DIFESA DEL SENSO COMUNE. Il titolo scelto dal Corriere è “L’Europa e il populismo di Pilato”
e nell’intervista il filosofo spiega di essere «cresciuto all’epoca del nazismo
e ho visto da giovane che la maggioranza degli uomini può pensare in modo
sbagliato. Io e la mia famiglia stavamo dall’altra parte. E per me è come un
riflesso, ho imparato che l’uomo e il senso comune vanno difesi, sempre,
nel caso anche contro la maggioranza». Il ragionamento di Spaemann,
riprende il filo del discorso di Benedetto XVI al Bundestag di
Berlino: «Una ”ragione positivista” che si presenti come esclusiva “non
può creare alcun ponte verso l’ethos e il diritto” e somiglia “agli
edifici di cemento armato senza finestre, in cui ci diamo clima e luce da
soli e non vogliamo più riceverle dal mondo vasto di Dio”».

SENZA VERITA’ TUTTO E’
POTERE. Riprendendo il paragone
ratzingeriano tra lo scetticismo moderno e la figura di Pilano, Spaemann
nota: «La sentenza di Pilato è la vittoria del populismo sul diritto.
Gesù muore a causa della mancanza di coraggio di un giudice. Se non c’è
la verità tutte le questioni diventato questioni di potere. Ed è quanto
accade oggi. In Europa c’è grave limitazione della libertà di opinione.
Non si dice: ciò che sostieni è falso. Si dice: questo non lo puoi
sostenere! Non ci si chiede se sia vero o no, ma se sia
politicamente corretto o meno. E ciò che è politicamente corretto lo
decide chi ha il potere». Ruini: «Ci può essere mancanza di coraggio, ma io
vedo soprattutto una grande confusione di idee: proprio perché si pensa che la
verità sia un concetto vecchio, superato». E poi aggiunge: «Il libro di
Spaemann non è contro la scienza moderna ma contro l’assolutizzazione del
sapere scientifico come unica forma di sapere autentico. La scienza
esclude metodologicamente la questione della causa finale, ma questo non
significa che se ne debba prescindere in assoluto».
Non «c’è il rischio – chiede Vecchi a Ruini – , che un pensiero “orientato alla verità” venga usato ipocritamente, come falsa bandiera elettorale?». Risposta del cardinale: «Il quadro è complesso, c’è anche chi cerca voti parlando contro i valori etici. Il rischio di strumentalizzazione, in politica, c’è sempre, è difficile distinguere. Ma è un rischio che si supera con la verifica di ciò che veramente le forze politiche fanno quando ne hanno la possibilità. Sul tema della famiglia, per dire, un po’ tutti sono disposti a dichiarare. Se poi si va a verificare è stato fatto pochissimo…».
Non «c’è il rischio – chiede Vecchi a Ruini – , che un pensiero “orientato alla verità” venga usato ipocritamente, come falsa bandiera elettorale?». Risposta del cardinale: «Il quadro è complesso, c’è anche chi cerca voti parlando contro i valori etici. Il rischio di strumentalizzazione, in politica, c’è sempre, è difficile distinguere. Ma è un rischio che si supera con la verifica di ciò che veramente le forze politiche fanno quando ne hanno la possibilità. Sul tema della famiglia, per dire, un po’ tutti sono disposti a dichiarare. Se poi si va a verificare è stato fatto pochissimo…».
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